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[Volume primo e volume secondo.]
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sono e preziosi, né lia uno sul mo-do di fare i soversci, un altro coltitolo di cassetta de’reattivi; hail Giornale delle sue operazionichimiche, ed ha le note al Gior-nale Annales de Chimie, che sinda quando studiava in Bolognanon lasciò inai di comentare dopoavere con esperienze verificato, oprovato fallace quanto in quelloesponevasi. Ma un nuovo modo dipreparare il gas negli areostati nonrese mai publico : forse consistevanel trarre l’idrogene dall’ acquascomposta pel suo passaggio suicarboni accesi, lavandolo poi conacqua di calce per depurarlo dal-l’acido carbonico (i). ISè disvelòtanti altri suoi pensamenti, cheforse teneva non maturati abba-stanza j tra i quali pur quello divedere isolato il potentissimo cor-po, che può dirsi dissolvente uni-versale: il tuttora occulto princi-pio dello spato lbiore. Certo eglia giovare la scienza non conoscevariposo , tutto che avesse redato colfratello dottor Gaetano ben ampiocenso per la morte dello zio Gio-vanni; alla quale non fu poi guarilontana quella dello zio Paolo edegli amati genitori. E si avrebbepotuto adagiarsi sui colti allori, evivere tutto alla ben amata consor-te contessa Vittoria Carburi, riccanon meno di virtù che di fortune,alla quale congiuntosi fino dal 1810ne avea già de’ cari figliuoli : cuiguardava sollecito in mezzo aglistessi suoi studi. E la mal fermasalute eragli buona scusa a cercarenegli ozi domestici e nell’ aria na-tiva il farmaco più potente. Ma lascienza suo primo amore doveapure esser 1’ ultimo p bensì la suafine egli ebbe meditata sino dal1828 quando scrisse di sua manole ultime volontà con quello spi-rito di acuta previdenza e di reli-

ù) ( Vedi Giorn. di Belle Arti e Tec-nologia, maggio rtJ55, p. 44 )•

gione sincera, cui egli formatasiin casa sino dai teneri anni e nonlasciò per tutta la vita. Veniva in-tanto operandosi continuo a be-ne della gioventù e della scienzaquando in Padova la mattina del 22febbraio 1 855 , per lo scoppio im-provviso di aneurisma alla venaaorta, mancò. Grande fu il luttonon pure nella famiglia, ma nellacittà : e solenni le esequie nellachiesa di santa Maria del Carmi-ne, tra le quali disse 1’ elogio ilprofessore Floriano Caldani mo-strando il degno collega qual vivoesempio che fu del più intensostudio, e ai colti giovani sopra glialtri imitabile. Indi nella sala del-1 ’ Accademia il dottor GiuseppeLuigi Già iielli lesse una Orazionesopra gli studi e gli scritti di lui.E il professore Francesco Ragaz-zini suo concittadino ed allievo ,che nella università tenne le vecidi tal maestro, ne procurò il ri-tratto in litografia. Ed io, che néebbi in comune la patria, tentairipetere nella patria stessa il suo-no delle sue lodi a conforto dellastudiosa gioventù, cui il provvidomagistrato donava di premi il 6ottobre i 835 . Benché la mia voceè nulla verso quella di tanti savi,che in Italia e fuori lamentaronola perdita di tale, il cui nome vi-vrà con quello de’ chimici più ce-lebrati !

Ei fu di statura più tosto alta,di breve tronco, di estremità lun-ghe e sottili, di vista corta, colloincurvato, color bruno anzi cbéno, aspetto grave : tutto assortone’ suoi pensieri j ma piacevolemolto nel conversare: con qualchedifficoltà di pronunzia e di respirovinse la prima coll’ uso : con tardi-tà di parlare veniva rapido, se laverità di cui fu tenero era a soste-nere: nemico dell’adulazione ren-deva onore alla virtù : co’ studiosie costumati giovani tutto amore*co’suoi tutto cuore: non ambiziose