chi le vide; ma nell'ultima suamalattia volle che fossero tutte ar-se sotto i suoi occhi; ciò che fu e-seguito da una sua sorella. Final-mente non vogliamo tacere a giu-sta lode del nostro poeta, che essofu il primo che sollevasse il dia-letto piemontese ad una qualchedignità. I suoi componimentistampati nella raccolta del medicoPepino si leggono sempre con pia-cere. Essi sono pieni, sonori, difacile e retta prosodia, nè mai tra-dotti forzatamente dall’italiano,come alcuni fanno a’nostri gior-ni — 1 Saluzzesi ne piansero conlagrime sincere la morte, perchèquanto egli era buon poeta, altret-tanto era dabben uomo e largosoccorritore degli infelici.
Tommaso Vili ai;f i.
BELLETTI (Gianfrancesco),venne a luce in Lugo a’iG ottobre1^35 dì Domenico Maria, e diMaddalena Stefanini. 11 padre suo,che eseroeva l’arte di falegname,scorgendo in lui segni di vivo in-gegno, lo fece addottrinare nellepubbliche scuole in cui avendodato saggi di profitto non comune,fu accettato alunno nel collegioTrisi a que’tempi convitto, ed iviper quattro anni diede opera alleleggi. Lasciata quindi la via delsacerdozio di cui indossava le di-vise, si applicò alle professioni dinotaro e causidico, che allora sipotevano esercitare unite, ed inesse ebbe la difficile fama d’uomointero e di retta coscienza. Viag-giò per molte parti della Italia, erimasto di buon’ ora senza padrevisse lungamente colla madre ch’e-gli amò di forte amore, finchémortagli repentinamente si am-mogliò nel 1771 con Maria di Do-menico Ricci savissima e religio-sissima donna, che il fece padredi tre figliuole Santa , Maddalenae Giuseppa. Fu ministro della no-bile famiglia Euaaldi, cancelliero
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foraneo dell’eminent. Bandi, can-celliero civile, notaro di banca,archivista ec. A’ tempi del regnoitalico non avendo potuto fare ilrichiesto deposito rimase notarocessato; quindi si trovò in fami-liari strettezze, le quali aumenta-rono vieppiù quando, datagli gravecalunnia di falsità, vecchio di 74anni dovè gemere sei mesi nellarocca d’Imola , finche conosciutala sua lealtà uscì innocente. A que-sto si aggiunse una caduta che lorese inabile al moto e sette annilo fe languire nel letto fra pati-menti e miserie da Ini fortementesostenuti fino ai 27 luglio 1829in cui tl’ anni 84 chiuse cristiana-mente i suoi giorni. Il Belletti fuuomo assai erudito, massime nellaistoria e liturgia sacra: scrisse va-rie eloquenti orazioni sacre dalui recitate in diverse congiuntu-re, farse e commediole burlesche ,versi giocosi e per lo più nel pa-trio dialetto, i quali piacqueromolto e sempre. Un discorso: Seda' Romanzi si possa conseguirequella utilità che non si ottienedalla Storia. — Una breve vitade’ Sommi Pontefici da S. Pietroa Pio FU. — Il suo studio prin-cipale peraltro fu l’astronomia incui ha lasciate parecchie operetteinedite. Stampò per lungo tempoalcuni libretti annuali (lunarii)col titolo di Solitario Lugìiese , equesti di un pregio particolare ;perchè ili luogo di empirli di fa-cezie , racconti licenziosi e burle ,egli li adornava delle più sceltee gravi notizie della sua patria ,disposte secondo 1’ ordine de’ gior-ni, mesi, nel che due grandissimivantaggi otteneva , I’ uno che laStoria antica lughese si veniva fa-cendo più popolare e più universal-mente conosciuta; l’altro che mol-te importanti notizie de’suoi tem-pi ci ha egli conservate , che in-darno oggi potremmo altrove cer-care. Molto conosciuta è una sua