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[Volume terzo e volume quatro.]
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scelto dal comune a tener vece deldott. Marco Astorri divenuto cie-co. Appresso largita pensione al-l’Astorri fu il Crispi medico com-primario agli stipendìi del comunedi Logo finché visse. L’esempla-rissimo suo vivere, la sua modestia,sapienza, diligenza, il suo disinte-resse lo resero caro a tutti, e gliprocacciarono fama altissima. Eglimori piamente , com’ era vissuto ,a’dì 7 d’aprile 1823, di soli anni34 , legando gli scelti suoi libri allabiblioteca del comune. Scrisse leseguenti opere che in essa biblio-teca si conservano inedite — Com-pendio della Storia Prammaticadella medicina di Curzio Spre-gimi — operetta assai pregevole edignissima di pubblica luce —Dissertationes et epistolae latino ,atipie italico idiomate exaratae —■Hippocratis aphorismi in ordi-nem rite dispositi — Memoriemediche le più interessanti —Della preesistenza del germe nel-l'ovaia delle femmine — DellaCostituzione delle corti di Spagnadel sig. De Jlaller autore dellarestaurazione delle Scienze poli-tiche , opera tradotta dal tedescoin francese dal medesimo suoautore e dalCrispi voltata in ita-liano.

GUNFRAKCESCO RiMBEl.il.

FOSCHINI (Antonio), ar-chitetto celebre ferrarese, nacqueil 14 giugno Il suo genitore

gli drizzò la mente allo studio«Iella meccanica, della statica edella idraulica; ma a queste scien-ze egli preferì 1’ esercizio dell’arteedificatoria.

Erasi a que'tempi, in cui gli an-tichi luminosi esempi, ronde l’Ita-lia si distinse su tutte le altre na-zioni negli edifizii, non parlavanopiù agli artefici vaghi soltanto «linovità e di bizzarria; a que’tempi,in cui gli artefici volendo eccitarmaraviglia andavano cercando fan-

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tasie inusitate , e delle più stranesi teneano beati; ond’è che la veraarchitettura si sdegnava a quelnuovo tritume, a que’carinoci, aquelle affettazioni, a que’capricci,che si chiamavano gentilezze e a-dornamenti. Erasi a que’ tempi,in che la educazione era tutta di-retta a sottomettere la ragione , areprimere la volontà; e controdugento anni di questa rea usanzanon era proprio che del vero ge-nio il frangere ogni vincolo, e ri-condurre le belle arti alla loroprimiera semplicità, al loro pri-miero splendore.

L’ acre ingegno del nostro Fo-schini, dispregiatore di ogni auto-rità che facesse oltraggio alla ra-gione, riconobbe la necessità diridurre le cose a’ loro veri princi-pii, prendendo a norma gli anti-chi autori, e ricercando ne’ classi-ci più accreditati i fondamenti diogni architettonico magistero.

Egli pose ogni cura nella piùscrupolosa e diligente indaginedel vero, e si dette a ricercare laragione degli effetti, applicandole matematiche evidenze ad ogniarchitettonica iegge e dottrina.

Frutto delle sue meditazioni, ede’ suoi bene ordinati studii sonole sue dottrine e profonde'lezioni,rimaste inedite, che gradatamenteconducono gli alunni da’primi e-lementi alla sublimità dell’arte;il suo trattato dell’euritmia; lesue pratiche istruzioni di mecca-nica; le sue memorie sul bello ar-chitettonico ; il suo vasto trattatodelle correzioni ottiche, in cui ri-ducendo a principii dimostrati efondamentali ciò che per le di-stanze e le visuali apparisce col-1’ inganno degli occhi, riduce acalcolo invariabile questi erroriapparenti, e ne assegna le più si-cure e opportune modificazioni:opere ch’egli scrisse ad istruire igiovani che veniano alle sue cureaffidati.