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[Volume terzo e volume quatro.]
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Egli fu il primo in "Ferrara a«lare a conoscere la diversità e laconvenienza delle proporzioni ar-moniche a preferenza delle geo-metriche e delle numeriche perottenere le piu aggradevoli di-mensioni.

Per questesile opere d’ingegno,e per queste scoperte non potevanon venire a notizia de sapienti,e non essere adoperato in patria ;ond’ è che fu acclamato consociodelle accademie di Bologna e diParma, ed eletto a professore diarchitettura civile e militare nellauniversità di Ferrara; cattedrache gli fu rapita in progresso ditempo dalla bassa calunnia e dalraggiro. Ma la fama del suo inge-gno erasi tanto diffusa, da dover-ne essere ricercato da altre cittàcolte d'Italia; infatti ebbe l’o-nore di essere nominato alla cat-tedra di architettura nella uni-versità di Pavia con dispaccio mi-nisteriale del 14 settembre i8o{n. 10640 ; uffizio ch’ei ricusò perrarità della terra natale, per amordi famiglia, per affetto a que’gio-vanetti, che coll’esempio c co’pre-eett.i guidava sulla via dell’antico,da cui sarebbe abominato chi sene volesse dipartire; e fu pure ri-cercato dal maresciallo Pallaviciruper architetto alla corte di Vien-na, e dal cardinale Riminaldi, on-de si trasferisse a Roma: sorgentidi lucro e di onorificenze, che nonvalsero mai a fargli lasciare la suadiletta Ferrara.

L’opera poi che dovea innalzareil suo nome a gran rinomanza fuF edilizio del pubblico teatro diFerrara, che dal suffragio de’dottie degli stranieri fu posto a parodelle più applaudite e più invidia-te produzioni dell’arte sua. Que-sto edifizio fu cominciato per ope-ra d’altri; ma tali e tante furonole difficoltà incontrate , che fuforza di sospenderne il lavoro.Era riserbato al nostro Foschini

di condurlo a splendido compi-mento, e con tanta maestria d’arteeccellentissima, che seppe persinotrar partito da’ falli altrui.

Tutto è sorprendente in questoedilizio; ma ciò che più è ragguar-devole si è la curva interamenteeuritmica, nella quale vien serba-ta la più aggradevole proporzionefra’ due assi, dove verun difettonon apparisce di costruzione, dovei palchi laterali trovansi alla mi-gliore possibile condizione, e taleche persino dalle loro aperturenel luogo ove la curva maggior-mente converge può vedersi l’in-tera scena, mentre nel giro spie-gato veggionsi i palchi tutti a vi-cenda.

E tanto è perfetta questa curvac ogni altra dimensione dell’ in-terno edilìcio è sì propria, che sen-za il sussidio de’ vasi sonori pelsostegno della voce, e delle ma-schere sceniche, che per rinfor-zarla soleansi adoperare dagli an-tichi , il teatro riesci il più como-do , il più armonico e il più ele-gante d’Italia.

Di questo teatro fu un gran direnon solo in Italia, ma oltremonte;e venne perciò invitato il Fo-schini a dar nuovi piani di teatriper Vienna, per Verona ed Anco-na ; ma pare eh’ egli se ne curassepoco, mentre preferì un modestopaese, Lendinara , ove dar provadel suo ingegno: quel teatro è e-seguito secondo il piano dato daquesto insigne architetto.

Un’ altra opera singolare delFoschini è il Dedaleo artificio,che resta a suo ricordo, con cuisostenne il grand’arco miuacciantemina nel tempio di Santo Spirito,lavoro di cui gli stranieri intelli-genti prendono sempre il disegno.

Furono da lui preparati gran-diosi piani e progetti per un tem-pio in Bondeno , grossa terra delFerrarese, e per condurre a termi-ne uno de’ più singolari eciilicii ,