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[Volume terzo e volume quatro.]
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che a’moderni architetti sia con-cesso d’intraprendere , la magni-fica torre del duomo di Ferrara :opere non condotte a termine permancanza de’ necessarii fondi.

■Egli era così amante dei capola-vori antichi, che una mestizia loprendea indicibile ogni qualvoltavedeva battere a terra e ridurre anulla le gloriose fatiche de’ nostrimaggiori: a me duole, soleva dire,nella morte affrettata agli edifizii,i quali io guardo siccome consape-voli per molte età e ricordevolicompagni de’casi umani.

Fra le sue carte, dove questoinsigne architetto accennavaisuoipensieri, e dove trovi ognora quel-la gravità e quella pura eleganzagreca, che in Roma fino a Traianofu gradita, si rinvenne un’ineditadissertazione sulle curve teatrali,che si conserva qual tesoro dal suogenero sig. professore GiovanniTosi, architetto anch’ esso e persapere e per gusto distinto. Eglimancò a’vivi nel dicembre i8i5.

A perpetua ricordanza di que-sto uomo celebre la patria ricono-scente gli destinò 1’ arco n. 99 nelcimitero comunale sopra cui deesiscolpire in marmo la seguente in-scrizione.

n. O. M.

Antonio . FoschinioArchitecto

Viro . Scientiss. Bisertiss.

Pio . Modest. Quaest. Contemp.

Qui . Patriam . Bum . VixitVoce . Script. Viri. Illustrai.

Amici . Eius . Ac . Bon. Artiumì ixit . A. LXXll. M. VI. D. VIIOò. p r Id. Dee. A. MDCCCXJII.

Giuseppe M- Bozoli.

CAPRA (Mariano Antonio),fu unico nato di Francesco Anto-nio Capra di Lugo, e di Rosa Ven-turocci da Savignano. Ei vide laluce circa il i^ 3 g : e scorsa unalieta puerizia dando mostra di a-cuto e svegliato ingegno, vestì l’a-bito clericale. Gli studii delle let-

tere umane compi con lode in pa-tria sotto la disciplina dell’abateGiuseppe M. Fabbri dal Corniolo,insegnatore e scrittore assai chiaroin que’ tempi. Apprese le filosofi-che dottrine nel collegio Trisi dalP. Bartolommeo Baldrati conven-tuale j alle teologiche diede operasotto il P. M. Tommaso LuigiBallapani de’ predicatori, lettorenella cattedra Emaldiana, uomoeloquente ed erudito siccome ap-pare da alcune sue prolusioni la-tine ed orazioni italiane che sihanno alle stampe. In questi sacristudii ebbe il Capra a condisce-poli Francesco Zacchiroli buonpoeta, la famiglia del quale allorasoggiornava in Lugo , FrancescoBertazzoli, poi cardinale amplissi-mo di S. Chiesa, e Giuseppe Com-pagnoni chiarissimo scrittore diquesti tempi, co’quali, e coll’ul-timo specialmente strinse tale a-micizia che finì soltanto colla vita.E volendo poi, siccome il padre ,esercitare 1’ arte notarile , depostol’abito ecclesiastico, usò alle lezio-ni del dott. Antonio Lugaresi dot-to professore di gius civile e cano-nico nel collegio trisiano. Fattonotaro, essendo in voce di bizzar-ro spirito e d’uomo di poca lealtà,non molto lucrava di sua arte, cheei pure molto non amava. Amavaperò perdutamente la poesia, e adessa donava tutto suo studio etempo, non si però che molto nonne spendesse negli studii della fi-losofia, de’ quali si dilettò sovram-modo , e per cui sostenne spese ,vigilie, viaggi, traversie, passandola più parte delle notti col suo a-micissimo, l’ab. Compagnoni, colquale s’instruiva nella filosoficasapienza degli allora più modernifrancesi, sconosciuti a molti dotti,e in quasi tutte le scuole di queitempi. Da queste sue lucubrazio-ni contrasse il Capra una certa li-bertà di pensare e parlare, che gliprodusse inimicizie e sventure