Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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Crisostomo Ferrucci un Canio sul-la morte di Gesù Cristo, ed altreliriche presso di noi, fra cui unframmento di poema eroicomicoSalCorigine di Lugo. Scrisse unpoema Sulla soppressione de' Ge-suiti, che si è smarrito. Moltovalse nelle Salire che gli procac-ciarono fama e sventure; ma tutteperirono, perchè le persone inparticolare, non i vizi generalidell’uomo aveva presi a mordere.Celebratissimo è quel suo sonettoin morte del signor di Ferney:Giunto Voltaire alla magion delpianto.

Il suo stile è infranciosato, tu-mido e soverchiamente sonoro,colpe tutte de’ tempi in che si c-saltavano e studiavano o tristi mo-delli nazionali, o cose oltramonta-ne ed oltramarine, trascurandosie vilipendendo i classici nostri edel Lazio, onde in lui invano sicercherebbe eleganza e purità dilinguaggio. Appare però molla fi-losofia in tutte le sue opere, e bensi vede eh’ ei conosceva il veroscopo della poesia, d’ indirizzarlacioè al miglioramento degli uomi-ni. Strano ci sembra però che ilCapra avuto per uomo irreligioso,e come tale perseguitato e punito,tanto amore e tanta venerazionedella religione e de’ suoi santi mi-steri ponesse ne’suoi versi, tantorispetto pe’sommi pontefici e perla S. Sede, che non si può dire. Oegli era sempre poeta, oil suo cuo-re era diverso dal suo labbro, o leinfami calunnie de’tristi, appog-giate anche alla sua libera morda-cità, lo trascinarono alla mendicitàe alla tomba. L’uomo, checchédicasi da molti, è tuttora un miste-ro che ha bisogno d’ essere lunga-mente considerato, per giungerea vedergli ne’ segreti nascondiglidel cuore.

Gira fi: ìncus co Rìmbeiiì.

SACCHI (Jacopo), medico, na-cque in Russi, castello della Ro-magna, il 28 di aprile dell’anno1729, di Rernardino Sacchi, e diM aria Maddalena Vaccolini da Cot-tignola.Studiò grammatica in Rus-si sotto Paolo Y enturi : indi le bel-le lettere nel seminario di Faenza:le prose e i versi che in decorso ditempo andò pubblicando fecero si-curo argomento del profitto , cuitrasse da quelle scuole elementari.Alla filosofia pose eziandio operain quel seminario; e n’ ebbe a mae-stro Giacomo Verda da Como. In-clinava il suo genio alla medicina,e fu in Bologna che studiò 1 ’ artesalutare alla scuola di BartolomeoBeccari. Quivi sostenne l’esame difilosofia e di medicina, e cpiivi neottenne la laurea. L’ anatomia , lachimica, la botanica furono per luistridii prediletti : ma sapendo beneche a raggiugnere la sapienza me-dica è d uopo studiare su quegl’ il-lustri, che salirono in tali discipli-ne a gran rinomanza, vi si applicòda filosofo, e fece quella pratica ,di cui nessuno può passarsi a rie-scir buon medico, nell’ospitale diSanta Maria della morte. Come sisenti in istato di darsi all’ eserci-zio dell’ arte sua, cercò ed ottenneuna condotta a Bagnacavallo: posciarecavasi a Verucchio, quindi pas-sava a Civitella , infine andava aForlì. Le cure che di continuo ope-rava con felice successo lo trasseroin fama : ond’è che fu da’ suoi con-cittadini invitato ad essere coadiu-tore a Francesco Coltrini da Fer-rara, che per essere venuto a moltaetà, e più per mal ferma salute,non potea reggere alle fatiche delsuo ministero. Dopo quattro anniil Coltrini passò agli eterni riposi,ed egli vi fu sostituito con annuostipendio.

I suoi concittadini a dimostra-zione d’ animo grato per le cureindefesse eh’e’prendeasi nell’ar-te sua, e di stima per le belle doti