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[Volume terzo e volume quatro.]
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lasciò inedita una vasta opera sul-le medaglie consolari , che egliaveva compita da molto tempo,ma che non si risolse mai di pub-blicare.

N. N.

D’AQUINO (Tommaso Nicco-lò). Guido Secondo d’illustre pro-sapia , e Margherita Capitignanifurono i genitori di TommasoNiccolò D’Aquino, nato in Taran-to il dì 24 novembre dell’ annoi 665 . Educato alla religione ed a-gli studi, fu in processo di tempoottimo cittadino e distinto lette-rato . Morto il giorno 2 di apriledel >721, ebbe due mogli, cioèTeresa Carducci , spenta sopraparto, ed Ippolita Tafuri. Giova-netto diede opera alle disciplinelegali, e fu versatissimo in ognimaniera di storie de’ concilii , edella Chiesa. L’opera, per la qua-le venne in grido di valoroso poe-ta latino fu il poema che ha pertitolo le Delizie Tarantine. Que-sto poema lasciato inedito vide laluce la prima volta in Napoli nel1771, per cura di Cataldo Anto-nio Carducci di lui congiunto ,che ne fece la versione in ottavarima, accresciuta di prefazione edi note. Il poema appartiene algenere descrittivo, ed è diviso inquattro libri. L’ amenità de’ con-torni di Taranto, e le sue vicendepolitiche , la ricca pesca che vi of-fre il mare, le diverse cacce, ed infine i prodotti naturali ed indu-striali, e le delizie che da essi neprovenivano, con alcuni bene im-maginati e saggiamente dispostiepisodi , formano 1’ insieme delmedesimo. Anche il sig. FilippoDe Jorio ne ha fatto un nuovovolgarizzamento in versi sciolti,Napoli, dalla tipografia del Filia-tre-Sebezio. Questo è precedutoda un discorso dell’editore intor-no la natura dell’ opera, e dallenotizie dell’autore, dettate dal De

Jorio. Francesco Antonio Soria haun breve articolo biografico intor-no il D’ Aquino nelle sue Memo-rie storico-critiche degl' IstoriciNapoletani.

C. E. Muzzarelii.

FUSCONI (Lorenzo), poeta,nacque nel mese di agosto del1726 in Ravenna da Natale : po-sto alle scuole come giovinetto dionesta condizione, fecesi prestoinnanzi negli studi di gramaticae di umanità: di i 5 anni o pocopiù entrò ne’minori conventuali,e studiò filosofia in Cremona e inBologna, e diede opera in Ferraraalla teologia. Tornò a Bologna, elesse cinque anni filosofia, passò aFerrara e lesse tre anni teologia :per le quali fatiche e per bontàd’ingegno e di cuore fu rimerita-to di gradi c di onori dal suo or-dine. Fu dotto nelle istorie, e for-te nell’eloquenza: lo mostrò neipergami di Padova Venezia Fi-renze Torino e Roma, e di piùaltre città italiche. Ma il suo gran-de amore era alla poesia : ebbeuna vena di verseggiare sonora-mente, e molta fantasia : quantoallo stile seguì il Frugoni suo ami-cissimo. Nel 1769 salito al tronopontificale il cardinale LorenzoGanganelli col nome di ClementeXIV egli fu a Roma a baciargli ipiedi : ne fu accolto come amico efratello, e fatto maestro in divini-tà nell’ archiginnasio romano : apiù alto grado sarebbe stato pro-mosso, ma la morte del ponteficetroncò le belle speranze. Fu caroa’principi di Toscana e di Savoia,ed ebbe chiare amicizie : comedel Ferri, Bertola, Mazza, Lama,Fabroni, Roberti, Cerretti. Fuscritto alla città d’Imola e di Spo-leto, e più di venti accademie loebbero del loro numero : in Arca-dia fu Dahisco Teredonio. Addo-lorato per la morte di ClementeXIV si ridusse a Faenza, e fu caro