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[Volume terzo e volume quatro.]
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sommamente lo infiammarono ne-gli studi, e contribuirono nonpoco a svolgere in lui il germedell’umana sapienza. Ivi in E-dimburgo stanziava precisamentequando Brown facevasi a predica-re il famoso suo sistema che dove-va poi invadere pressoché tutte lescuole mediche di Europa. Ma e-gli si accorse di buon’ora della se-duzione, avendo il criterio maturoe la mente preparata da buonistudi, e seppe mantenersi in queisaldi principii che aveva succhiatoda Tissot e da Borsieri in Italia,e dai principali clinici di oltre-mente. In qual modo sentisse aquesto riguardo lo dimostrò poi inseguito in uno scritto (i) che di-vulgava in difesa del suo modo dimedicare. « Dietro l’osservazionej) imparziale de’ diversi metodi di» medicare osservati in diversi« paesi di Europa, dietro la medi-» tazione de’ principii di Brown ,)> dietro la piena convinzione che« quelli non appoggiavano alla e-» sperienza, dietro l’esame de’ri-i> saltati pratici del suo sistemajt per disgrazia dell’ uman generetroppo seducente e troppo gene-» Talmente acclamato , de’ quali» sono stato testimonio oculare» dal primo suo sviluppo fino ai» micidiali suoi progressi ed uti-» lissima riforma, e specialmente« dietro 1’ idea che ho concepita» della infiammazione, ho messon la massima confidenza nel salas-si so per vincerla , e questa confi-» denza non è stata sicuramentesi smentita ». Egli è a questa inti-ma convinzione, che potè ascrive-re la sua pratica fortunata, e lasupremazia che esercitò in ognitempo fra i medici lombardi suoidiscepoli. Intanto eh’ egli osserva-li) Avvertenze del dottor GiacomoLocatelli ec., inserite ne’volumi i 5 , i6,17 degli Annali Universali di medici -na del doli. Omodei.

VOL. IH.

va le cose più notabili d’Inghil-terra, teneva ragguagliato il suopaese delle più importanti notizie,e la sua corrispondenza col grandeBorsieri che in quel tempo pub-blicava le classiche sue Istituzioni,prova che le di lui osservazioninon andavano senza frutto. Ren-deva conto eziandio (1) della teo-ria di Lubbok intorno ad un prin-cipio chimico, che atterrava l’ipo-tesi stahliana del flogisto; ma La-voisier avevaie già portato il colpodecisivo, ed il principio sorbiledi Lubbok non riesciva che unasmunta immagine dell’ ossigenolavoisieriano.

Come Locatelli ebbe esaurita lasua scientifica missione, si ridussein Italia, ove trovò la più affettuo-sa accoglienza, ed aperto 1’ aditoalla carica di medico di corte edella stessa persona dell’ augustosuo mecenate. Fu in quel torno ,eh’ egli assunse 1’ ufficio di medi-co di Milano nel grande ospedaleove poco dopo gli si compartival’onore della cattedra di cliuicamedica, instituita dietro i sug-gerimenti di Pietro Frank. Perqueste solenni ed altissime incum-benze recava egli a maturanzaque’frutti, che colti aveva neglistudi più severi e nelle scientifichesue peregrinazioni. Esistono anco-ra irrefragabili documenti dellaconfidenza che gli veniva compar-tita dal principe , siccome vivonotuttora molti medici lombardi ,che rammentano le splendide pro-ve ch’ei fece al primo presentarsial clinico insegnamento.

E difficile a dirsi, se Italia po-tesse offrire in quel tempo uomopiù idoneo per mantenere saldi iprincipii della medicina, che an-davano a sovvertirsi per la prepo-tente influenza del sistema brow-niano. Locatelli non attaccò già la

^i) Opuscoli scelti su le scienze e sule arti, tomi 7, Milano 1784.

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