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e le opere. Chiamato a Roma tiniPapa lo zio vescovo Bandi a rice-vere la porpora cardinalizia di che
10 aveva insignito, recossi colà dibel nuovo l’architetto Morelli, edebbe dal Papa stesso commissionedi offerire pur esso il suo disegnoper una nuova sagrestia che dove-va erigersi in s. Pietro, degna delmaestoso Vaticano. Che se la ideadel Morelli non diede norma aquell' opera, non fu per questo alprincipe meno accetta, nè menodall’universale lodata; che anzi
11 Papa procurò compensameloconcedendogli in enfiteusi alcuneterre nelle Paludi Pontine, dellequali poi propose egli stesso il pro-speramento ; e 1’ ebbe già sempresì caro, che della consuetudine dilui, come di cosa a se giocondissi-ma, costantemente si piacque.
Sono opere dell’architetto lino-lese la cattedrale della sua patria,di cui si è già fatta onorevolemenzione ; la metropolitana diFermo, e il duomo di Macerataco’rispettivi ben ideati e lumino-si sotterranei ; la chiesa cattedraledi Fossombrone , e quivi purequella de’Conventuali ; l’arcipre-tale di s. Petronio in Castel Bolo-gnese e l’altra di Barbiano, e que-ste entrambe a commissione dipapa Pio VII. Ilquale sin da quan-do cardinale Chiaramonti tenevala sede episcopale d’Imola, gli fusempre benefico e amorevole, edospite sovente il visitò nella villadi Sasso nominata Morelli, luogoove avea egli del proprio costruttae chiesa ed ampia casa padronalenon solo, ma più abitazioni che ledanno piacente aspetto di borgata,o di piccolo paese. Furono del parieseguiti con disegno di lui e laelegante chiesa delle monache dis. Chiara in Imola, ed il bel tem-pio de’ Conventuali di Lugo , dacui gli venne molta lode, e l’altroquadrilatero di S. Maria in regolain Imola, la cui facciata diresti
veramente Palladiana. Nella chie-sa metropolitana di Ravenna ope-rò felicemente (come è a vedersi)alcune essenziali riforme. Quasiad antica foggia edificò in patriaun bel teatro che fu poi fatalmen-te pochi anni poscia dalle fiammeconsunto ; e per le stampe co’ tipiCasaletti in Roma rese pubblicail 1780 la illustrazione del suodisegno , nonché il confronto diquello con più altri de’ miglioriteatri d’Italia. Quasi in egualeforma costrusse quello reso poi oraelegantissimo di Fermo; corresseposcia i teatri di Jesi e di Osimo,e all’altro, che vuoisi con onorericordato, diede opera della illu-stre Ferrara. Intorno al quale nonmancano documenti apertissimi ,anzi pure viventi testimonii, chefanno fede essersi quell’edificioinnalzato con disegno del Morelli,anziché, come fu da altri asserito,su quello del Foschini. Ed è purfatto non impugnabile, nè tampo-co disputato, come, a richiesta delcard. Spinelli, legato di quel tem-po, ricevesse l’architetto imoleseordine diretto della segreteria diStato di eseguire quell’opera suldemolito edificio di altro teatroche crasi già impreso per ordina-mento del precessore legato card.Caraffa, e per cui furono in moltoaccesa disputa gli architetti ferra-resi Campana e Foschini. Il palaz-zo Braschi poi in Roma ; quellodell’Anguissola in Piacenza, e qui-vi lo scalone e l’ingresso al palazzoScotti; l’ampio ed elegante palaz-zo Berio in Napoli; il palazzo Cap-pi in Bologna; l’arco trionfale e-retto alla memoria di dementoXIV , in s. Arcangelo ; la facciatadel ridotto ove fu locata la statuadi Pio VI in Cesena; la grandiosafabbrica dello spedale ; la scala efacciata del pubblico palazzo, e ilpalazzo vescovile in patria giudi-ziosamente riformato , onoranol’ingegno del valente architetto,