I gO
duomo di Ravenna per generositàdel fu arcivescovo (Jodronchi : iviuno degli astanti, vista la improvi-sa morte del Santo, si gitta indie-tro per la paura , e sta in atto dicadere. Ma, se male non ci avvi-siamo , pare a noi secondo naturail ritrarsi alla vista di alcun malegrande impensato, che soprarriva:quante volte noi veggiam noi?quante volte non vergiamo sullascena qualche attore rincular tan-to, che sembra cadere e non cade?
II pittore coglie il punto di qnel-l’estrema sorpresa mista a paura,e non sapremmo dargli biasimose a rappresentare un eccesso (cheè contro il corso ordinario degliavvenimenti) eccede egli stessocontro le leggi dell’equilibrio. Eilascia allora pensare a chi guar-da nel quadro : colui non rimasein quell' atto , ma si ritrasse poisubito ; se non che il pittore non,poteva rendere i successivi attied istanti. Del resto si guardino igiovani dall’ imitare cotali arditez-ze , che ne’ maestri a mala pena siscusano; in loro sarebbero imperdo-nabili, e certo pericolose. Faccianoinvece come il Cades allora che a-scoltando il giudizio de’savi e cre-scendo di età e di riflessione, venivapiù e più guadagnando, e correg-gendosi di quegli errori o di colori-to o di costume o di forme volgarinotate da altri. Ed era già per la mi-glior via ; ma la morte lo preven-ne : e pure volava, come è de’gran-di ingegni, e si vede paragonandoil s. Giuseppe da Copertino in ss.Apostoli col Riconoscimento diGualtieri, che fece poi per la villaPinciana (i). Se amore di gloriali move, imparino presto a fissarsiin approvato modello, ed a ricono-scersi ed emendarsi, dove bisogni:che guai a chi tarda ! Quali onoriavesse il Cades non diremo, ba-stando il già detto : questo non ta-bi Ivi, pag. 267.
ceremo, che fu scritto il 5 febbra-io 1786 all’insigne Accademia dis. Luca, e vivrà in bella fama quan-to dureranno le arti e Roma.
D. ViccoriNi.
AMICO (V ito Maria), nobile diCatania in Sicilia, nato nel i6c) 7,entrò nella congregazione de’PP.Cassinesi, professò per molti anniin patria la filosofia e la teologia, esi rese celebre per la sua erudizio-ne e per l’estensione delle sue co-gnizioni nelle antichità della Sici-lia. Venne eletto Priore del suo or-dine nel »y 53 , indi Abate con tuttele preminenze nel i^ 5 q. Carlo IIIdi Spagna Io fece R. Istoriografocon diplomadel iy 5 i. Morì il dì 5dicembre 1762. Sì hanno di lui leseguenti opere :
1. Catana illustrata , sive SacraetCivilis TJrbis Catanae f Ustoria,Catanae 17^°» t°m. 4 in fol.
2. Lexicon Topographicum Si-
culum. Panormi tom. 3 in
voi. 6. 4°.
3 . Fazelli ( Thomae ) De rebussiculis Decades duae, cum criti-cis animadversionibus atque Ac-celario Piti M. Amico et Statella,Catanae 1749-1751, tom. 5 . fol.
4 - Cirri ( Rocchi ) Sicilia sacraetc. Accessere additiones et noti-tiae Abbatiarum Ord. <S. Benedi-cti , Cisterciensium, et aliae quaedesiderabantur, aulhore P. D. Vi-to M. Amico a Catana , Panormi1753, tom 2 fol.
5 . Diomii Amenanii De Mar-more Anaglypho Epistola. Sta neltom. 1. degli Opusc. sicil.
6. Intorno ai Testacei montaniche in Sicilia ed altrove si trova-no. Ibid. tom. 8.
Agatino Longo-
BONATO (Giusufpe), nacqueil 12 luglio 1753 in Padova, daGiambattista Bonato dottore inleggi. Gli studi elementari furonoda iui fatti nelle scuole dei Gesuiti,