fatiche, infermò gravemente : alletto di morte ehi)e il conforto divedere il benamato sovrano, quan-do pareva che fosse per riaversi ;ma ogni speranza ed egli stessomancò nel bacio del Signore lanotte del 7 aprile 1825. PoichéF amore della patria è il primonelle anime generose, ei lo mo-strò col dono al seminario, ov’eb-be la prima istituzione, di moltemacchine : e singolarmente del-l’apparato pneumatico e microsco-pico, di un barometro e di un ter-mometro , lavori del Dollond :con altri ordigni meccanici a be-ne della gioventù studiosa. Il suonome vive in benedizione. (1)
D. Vaccoltni.
BONONI (Gian "Vincenzo),celebre medico-chirurgo, trasse inatali da onesti parenti F anno1728 in Ferrara. Nacque in tempitroppo difficili alla diffusione deilumi, che le relazioni scientifi-che erano rade, e tardi gingnea ilsoccorso di quelli che tendeano almedesimo scopo. La chimica, lafisica e tutte le altre discipline cheall’arte salutare si riferiscono o lagiovano, non aveano aggiunto ilgrado di perfezione in che ora sitrovano per le grandi scoperte deinostri sommi italiani e degli stra-nieri. Solo un robusto ingegno, uncaldo amore del sapere, uno stu-dio intenso, udo sperimentare as-siduo, un fino criterio, poteanosuperare le difficoltà che ad ognipasso s’incontravano; e di questerare qualità era a dovizia fornitoil nostro Bononi. Nella età, in chela massima parte degli uomini nonsuole occuparsi che di giovanilipiaceri, egli intese all’acquisto diquanto era dato di possedere in silatte materie. Nella patria univer-
(1) Vedi tra gli altri l'Elogio letto-ne nella Accademia R. Borbonica dalcao. Paolo JYicola Giampaolo ( Napo-li 1825)
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sita ottenne, giovane ancora, la
laurea dottorale in medicina e chi-rurgia. L’esito felice delle sue cu-re, dovuto più alla sua forza d’im-maginare, alla sua profonda intel-ligenza, al suo retto raziocinio,alla speciale sua abilità nel porreallo prove le proprie idee, a dirbreve a quella giusta logica, chelo portava a dedurre conseguen-ze esatte, lo trasse ben prestonell’ammirazione de’suoi concit-tadini. Ond’ è che fu eletto a pro-fessore chirurgo nella patria uni-versità, e a medico chirurgo nel-1 ’arcispedale di S. Anna. Versoisuoi alunni fu grande ed incom-parabile maestro ; sapen metterein essi i semi delle discipline piùastruse, sì avvedntamento penetra-re ne’loro pensieri, che vittoriosa-mente li volgea ad ogni suo vole-re. Grande perciò fu il profittoch’eglino trassero dagl’ insegna-menti di un tanto maestro. E' no-to che il sentimento profondo,universale, durabile dell’ amorenon si serba che a coloro i qualicon interi costumi, con utili ope-re onorarono, beneficarono gli uo-mini. E questo amore dura e du-rerà eternamente verso F illustreestinto, chè appunto co’suoi pur-gati e soavi costumi, con opere dipubblica utilità , delle quali orparleremo, procacciò setnpt'e digiovarli. La principale fu quel-la che porta per titolo; Istru-zioni teoriche pratiche di chirur-gia forense, Ferrara, tipi di Giu-seppe Rinaldi anno 1780 in 4 - —Lo scopo di questo lavoro è diammaestrare i giovani chirurghi,onde formino con esattezza le de-nunzie volute, c le perizie com-messe dal foro criminale. Questolibro fu tanto applaudito e tornòsì vantaggioso, che dopo non mol-ti anni dalla sua pubblicazione sene ricercava la ristampa. Il figliodell’ estinto, medico pur esso digran valore, si prestò alle continue