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te, e accresciutolo di nuove ma-terie chirurgo-forensi, e correda-tolo di molte importanti osserva-zioni, lo ridonò finalmente allaluce a gran contento dei dotti •Ferrara , tipi Tomatelli , anno
1 70>,io 4 -
L’anno successivo al i 780 scris-se e mandò al pubblico, per li tipicamerali di Ferrara in un voi. in4, una lunga dissertazione dettalain purissimo idioma del Lazio, cheporta per titolo : De silo, aquis,aere et morbis endemiis , Ferrarli ,donde rilevansi non solo le moltecognizioni mediche, di cui erafornito, ma eziandio le fisiche dot-trine, eh’ egli avea acquistato in-dagando la natura e studiandonegli effetti.
L’ amor verace che portava aisuoi simili, quello della patria, chene’ petti gentili è sempre vivissi-mo, erano di continuo stimolo nelBononi per giovare a’primi, e por-tar lustro c decoro alla seconda.Egli è perciò che cercava sempresubictto per mettere in palese isentimenti ond’ era animato. Vi-sta la necessità che ne stava sopradi opporci a’gravi pericoli, cui vasoggetta l’umanità, quando non èatta da sì- a guardarsi e difender-si, per gli abusi e gli errori delpopolo, immaginò di scrivere unlibro, cui egli intitolava: Dialoghipiacevoli alla conservazione del-le giovani spose e de' loro bambi-ni, il quale fu stampato 1 ’ anno17S4- in un voi. in 4 - per li tipiTomatelli. Quest’ opera , siccometutte le altre, di cui abbiamo ra-gionato, fu accolta dall’ applausogenerale ; ed ecco quanto in pro-posito ne scrisse un medico ripu-tatissimo, il professor Folchi Uti-na tn quae experiendssimus pro-fessor jocosis seria et gravioramiscens praecepta exposuit ab iislegantnr et excipianlur , quospraesenti labore infonnandos as-
sumpsit j sane de univert-i falliti-mi m societale cumnlatissime be-nemeritus vir, ad academiam nie-dicam ferrariensem amplifican-do m natus.
Lasciò alcuni manoscritti sumaterie mediche e chirurgiche,che si conservano con molta curadall’ egregio professore medicochirurgo Gregorio bononi, nipotedel trapassato.
Venuto a molta età , domandòed ottenne la sua giubilazione dal-l’arcispedale di Sant’Anna. Restòprofessore emerito della patriauniversità. Passò il resto de’ suoidì nella quiete domestica giovan-do di consigli e di dilettoso istru-zione i giovani , che ricercavanoavidamente la sua compagnia. Eglifu amato nell’universale per le ec-cellenti doti dell’animo, e somma-mente stimato per quelle dellospirito. Si adulano i ricchi, si cor-teggiano i grandi, si temono i po-tenti, si ammirano i forti ; ma nonsi amano die i buoni e non si sti-mano che i dotti: e 1’ amore e lastima sono le sole cose, di cui sipregino quelli che ben sentonodella dignità dell’uomo.
Mancò a’vivonti il 26 settembredell’ anno i 8 o 5 , e la sua morte fusentita fortemente da tutti. Lemortali sue spoglie riposano nellacattedrale. Tributo di omaggiogli fu renduto con isplendido fu-nerale , e sulla sua tomba sparsequalche fiore 1 ’ eruditissimo DonBertelli colla seguente epigrafe.
In tumulo Joannis Bononi
Janus ut interiit passos laniata capillosQuid Natura fheu,\ quid mihi fiat? aìl.3Iorborum hic unus potuit cognoscere causas,Itic unus medie as applicaisse manus :
Nec timor ullus eratx si quos dedit ille liquores,Febris abit pailens y et dolor et muciesyPurpureusque color, veniunt cum/oenore vires.Et solitis laetor fungier offici is.
Quo fugiam infelixt Libiiinae tela minantur^Nec y qui saeva nimis tela re tundut y adest.An secum tumuler ? Lubet hoc , sed caedesepulcro :
Natura heu.\ Jano vix superesse potest.
GiuserFE Maria Botoli.