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[Volume terzo e volume quatro.]
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meno, nè meno feconde di nuovescoperte furono le indagini dell’A-mati intorno alla lingua romana ,o provenzale, che sparge tanto lu-me sul nostro gentile idioma , esulle storie d’ Italia. Ei ne condus-se una dotta opera, riunendovi lepoesie inedite dei trovatori, chesono nei manoscritti vaticani . Equesta pure passò in Francia perla cura del lodato duca di Blacas diAulps, fautore insigne delle buonelettere e delle arti. Di questa rac-colta si giovò nella edizion sua ileh. Raynouard , con toglierne lepiu illustri composizioni. Deside-rava però 1’Amati vederle nuova-mente edile in Italia con una scel-ta ed illustrazione particolare del-le cose più nostre. E noi vorrem-mo che questo desiderio del valen-te uomo fosse mandato ad effet-to (r). Il Giornale arcadico di Ro-ma apriva all’Amati un nuovo cam-po, ove potesse giovando agli stu-di, de’ quali era riconosciuto mae-stro, accrescere ancora la gloria delsuo nome , pubblicando diretta-mente e con lodevole frequenza ipropri suoi scritti. Se ne stabilì co-me è noto la società nell’anno 181 q,in mezzo a’suoi amici più cari,Giulio Perticari , liartolommeo; Borghesi, Pietro Odescalchi e Lui-

(i) Forse anche questa opera si tro-verà bella e disposta sui manoscritti delnostro laborioso autore. Tanto mi fasperare quello eh’ egli stesso ne asserìin proposito con queste parole : „ Io eraandato raccogliendo in particolare fa-scelto le notizie ed i monumenti piùproprii dell’Italia nostra (intendi daquesti poeti provenzali ); e dopo la mor-te dell’ incomparabile amico (Giulio Per-ticari ) più volte ho tentato di darneparte al pubblico in guisa, che si fosseinsieme il mio compianto sulla tomba$ di quell’ unicamente valoroso, ed unica-mente a me caro. Un simile compiantoperò si mi feriva vivamenle nell’intimodell’ anima, si la iudegnifà degli avver-sarli mi turbava la mente, che più vol-te la penna mi è caduta di mano’’.G-. A. aprile 182G a c. /jb, e srg.

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gi Biondi. L’Amati, fedele all’im-pegno contratto, somministrò bellie dotti lavori, de’ quali è desidera-bile che alcuno imprenda a forma-re un ben composto volume , chesarebbe alla scienza delle cose an-tiche di vantaggio assai grande .Perchè non meno di dieci sono gliarticoli originali sparsi per entroi volumetti di quel giornale , chesi riferiscono alle cose della lapi-daria, e ben più numerosi gli altridati in proposito di questo e quellibro che toglieva ad esaminare,presentandone il sunto. Tutti com-prendono iscrizioni inedite , cosigreche, come latine, e sono adornidi quell’intima e quasi arcana sa-pienza degli antichi usi e dei fat-ti , delle paleografie e delle inter-pretazioni, che li rendono rari mo-delli dello scrivere in argomentodi tal fatta. Fra’primi, cioè gli ori-ginali suoi, si troverà spiegata unametrica iscrizione greca di diffici-le e quasi disperata lettura. La di-chiarazione di un insigne monu-mento de’ Tolomei d’Egitto, tras-portato in Roma dal romano ne-goziante G. Basseggio , e collocatoora nel m useo vaticano. La notiziadei monumenti scritti, e degli al-tri rinvenuti negli scavi dell’anti-co Lorio , eseguiti per cura dellaillustre principessa D. TeresaD’O-via Pamphily. Le illustrazioni e ilsupplemento della grande iscrizio-ne di Strotonicea. La pubblicazio-ne delle tavole greche dei magi-strati annuali , rinvenute in Acridi Sicilia, fatta sull’accurato apo-grafo a lui, come segno di stima ,donato dal Thorlacius. La sceltadelle iscrizioni del sepolcro decer-vi e de’liberti della gente Volu-sia ; donde tolse occasione a pub-blicare la sua bella definizione diun collegio castrense , additandoesser questo un collegio di servi, emilitari, e nello stesso tempo unacasa di educazione, da cui usciva-no e guerrieri , e servi o liberti