Ili
egli crasi composto un partico-lare museo , disposto eoo tantoordine , e con si grande intelli-genza, che formava l’ammirazio-ne di que’forestieri elio vi si re-cavano a vederlo. Le belle letterefurono eziandio per Ini oggetto dipredilezione: egli si era formatouna scelta libreria, che ne attesta-va il suo buon gusto. Fu molto stu-dioso della lingua del Lazio: in es-sa acquistassi fama di eccellente.
Si legò in amicizia co’più distin-ti personaggi, ed ebbesi familiarii più rinomati medici del suotempo.
Mancò a’vivi il 20 marzo 1807in età di anni 63 .
La sua morte fu universalmen-te compianta. Gli si resero queglionori funebri che si addicono adun nomo distinto. Un sacro orato-re disse le sue lodi il giorno 24marzo nella chiesa di s. Francesca,ove dormono il sonno eterno quel-le mortali reliquie: elogio che videla luce per li tipi Pomatelli. Alcuniamici di lui vollero onorare la suamemoria con poesie ed inscrizioni,che vanno unito al detto elogio .La inscrizione posta in s. France-sca è la seguente :
P x
Petto Fulchìo , FerrarienslMedico . Consumplae . Peritiae
Et . Philologicis . Studìis . OrnatoIn . Patria , AcademiaFrimum , Anatomes . Dein . PathoiogiaeProfessori . EmeritoViro . Probo
Divinae . "Religionis . AmantissimoCivì . Honesto
De . Dono . Patriae . Sine . FastaNeo . AmbitaPraesertim . SollìcitoPatrìfamilias . PrevidentissimaConstantia . Fide , Beneficentia
Conspicuo . Aty . Omnibus . Charo
Magno . Populi . Maerore , PeremptoAd , X . Kal . ApriUs . A. S. MDCCCVUAet . S. LX1IIAmici . EjusAd . tìemitum . RelictiMia . Prope . TumulartiMon , Vosuerunt , Fec . Col?.
G. M. Bozon,
MANCURTI (Francesco Ma-ria). Fiore d’ ingegno, ecclesiasti-co dotta ed esemplare, letterato dibuon nome, cittadino benemeritodella patria fu il canonico Fran-cesco Maria Mancarti, nato in Imo-la agli 11 settembre 1689 di Do-menico Gaspare, sapiente giure-consulto, e di Romualda Del Car-retto, patrizii entrambi di quellacittà. Assunto al ministero di sa-cerdote , prestò ad altrui con gliinsegnamenti e con le opere belgiovamento ed esempio ; tenero(come a belle prove mostrossi ilgenitore di lui) della gloria e del-1’ utile della patria, illustrò le isto-rie della chiesa e della città e levite di molti de’ famosi che quelsuolo ognora fecondarono, e di al-tri ancora che, nati altrove, accreb-bero onore ad Italia.
Compiuti in ben ordinato corsogli studii delle scienze c delle let-tere in Bologna, passò a Roma edentrò nella congregazione de’pre-ti dell’oratorio; e nei dieci e piùanni in cui in quella città ebbe di-mora oltre allo sagre scienze inteseall’ amena letteratura , all’archeo-logia ed alle istorie principalmen-te della sua patria.
Suoi primi saggi furono la Vitadi Giovati Batista Felice Zappisuo concittadino, e delizia dellemuse italiane, e di Mario Crescim-beni , letterato di chiaro nome,scritte ed impresse a Roma il 1729pel De’ Rossi, nelle quali si mostraelegante erudito c verace biogra-fo. Quindi molta e molto maggiorfama gli accrebbe la prova magna-nima di carità del loco natio cheil mosse a pubblicare le opere tut-te di quell’ onore della patria Mar-c’ Antonio Flaminio in bella e ni-tida edizione Cominiana 1 ’ anno1729 col ritratto in fronte del can-dido e tenero poeta, indirilte alcardinale Gozzadini, vescovo d’ I-mola.Va innanzi alla edizione la vi-ta del Flaminio latinamente scritta