528
desidera a riforme assai più vaste;per qual modo queste fossero pro-poste al parlamento di Parigi, ericusate ; come la parola di un gio-vine consiglierò facesse pensarealla convocazione degli stati gene-rali , principio della rivoluzionefrancese ; come ne fosse sdegnatoil re , e facesse in adunanza , co-mandata a Versailles, compiere gliatti ritintati a Parigi ; come il par-lamento tornato libero , ne prote-stasse, e pena ne avesse di essereconfinato a Troyes ; come gli altriparlamenti della Francia denun-ciassero al popolo i fatti del parla-mento di Parigi, e come il re, ca-lando agli accordi, lo richiamasse aParigi per adunarlo il 20 di set-tembre.
Racconta come il re nella nuovaadunanza gravemente leggesse ildecreto, che imponeva il prestitodi quattrocentoquaranta milioni ,promettendo di convocare al quin-to anno gli stati generali, e comeper forza la nuova legge fosse re-gistrata ; come il parlamento con-trapponesse all’ editto i diritti delpopolo, del parlamento, e gli ob-blighi del re; come si levasserovoci miuaccevoli, e quali peggioriscompigli nelle provincie, che,mancato il prestito , negavano leimposte , donde trasse origine laconvocazione degli stati generalipel primo di maggio del 1789.
Racconta, come in quel mezzo isapienti, disputando le quistionidi stato , palesassero ciò eh’ è po-polo e eh’ è monarca , dove risie-desse la sovranità , che è nellanazione, clero, nobiltà, terzo stato,qual è il cittadino, i suoi debiti, isuoi dritti.
Narra come nel prefisso dì si adu-nassero i deputati a Versailles ,quali erano i loro umori contro gliimpeti e la baldanza del terzo sta-to, come in tante discordie le treassemblee si riducessero ad unachiamata de’ comuni, poi naziona-
le , e quali erano i mandati e lesperanze de’Francesi l’anuo ij8qjcome il 20 di giugno fosse impedi-ta all’assemblea nazionale la en-trata nella sala delle Sue adunanzadalle guardie del re, per cui ebbe-si a ricoverare in un vasto edifiziodestinato a’ giuochi di palla ; comequesta si dichiarasse permanentefino al durevole statuto dato allaFrancia.
Narra, avere il re annunciato divoler parlare a’ tre stati ad assem-blea generale , aver pr ima chiama-to numerose squadre , accampa-te a modo di guerra intorno a Ver-sailles e a Parigi, a vere rivocatinel giorno prefisso i decreti, e ilnome persino d’assemblea nazio-nale, aver pronunciate queste me-morande parole: —
Nessun provvedimento degli sta-ti generali aver forza senza il suobeneplacito; niun re fuori che luiaver fatto tanto a prò del popolo ;egli solosaper fare il bene de’Fran-cesi, sol egli compirebbe l’operacominciata ; avere infine dichiara-to, essere terminate le operazionidi quell’adunanza, cui applaudiro-no i primi due stati, non il terzo.—
Riferisce , come il ro mandassein esilio Necker ; come i moti ci-vili turbassero la Francia intera ;come i popolani, alzati a tumulto,gridassero , portando il busto delministro in trionfo, voci a questoonorevoli, minacciose al monarca;come le guardie svizzere rompes-sero il busto, e fiaccassero colle ar-mi il popolo ; come le tre assem-blee, fatte amiche dal timore, man-dassero pregando il re ad allonta-nare i campi dalle due città , cuiegli non consentiva; come la trup-pa urbana tumultuariamente com-posta eleggesse a suo capo La Fa-yette, e sorgesse voce: JIla Basti-glia — che venne tosto assaltata;come quel comandante fosse ucci-so, e la fortezza adeguata al suolo.
Riferisce, che il re il di seguente