Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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ricossi solo »11‘assemblea per con-«ultare degli affari più gravi del-lo stato , avvisando avere allon-tanate da Yersailles e da Parigi lemilizie; che tutto concesse o pro-mise ; che fu richiamato Necker;che così passarono due e più mesi,intanto che l'assemblea facea buo-ne leggi, e il clero e i nobili rise-gnavano gli antichi privilegi ; mache scosso e poi spezzato il frenodelle leggi, cadute le antiche auto-rità, dechinata quella del re, mol-ti invocarono governo più largo, larepubblica.

Significa come fossero chiamatia convito i reggimenti stanziati aVersailles, e tutto che si fece e sidisse in quell’ ebbrezza; come l’as-semblea mandasse al re alcune leg-gi per la sua approvazione; comequesti ripigliasse i modi di liberasignorìa, del che fu per tutto grandire ; come la mattina del cinqueottobre quattro mila e più douneandassero chiedendo pane al co-mune, e si avviassero di poi a Ver-sailles accompagnate da immensopopolo , cui teneano dietro ventimila soldati seguiti da La-Fayetfe;come una masnada di ribaldi al-la spicciolata entrasse nottetempone’giardini e nelle corti del malguardato palazzo reale ed occupas-se la reggia ; come il re e la fa-miglia reale per poco non periglias-sero ; come, spuntato il dì, i depu-tati dell’assemblea e i buoni citta-dini si assembrassero e facesserosparire gli empi carnefici della not-te ; come gridassero i repubblica-ni — Il re a Parigi. —

Descrive la partenza del re pera Parigi, e qual ne fosse il corteg-gio: manigoldi che, usciti da Pa-rigi due giorni avanti, vi ritorna-vano in aria di trionfo: donne,trasformate in furie ; famigliaridel re portanti in fronte la mesti-zia, il sospetto, la fatica e il terro-re della notte orrenda : schiere gui-data da La-Fayette.

Narra coma da quell’istante mu-tassero le discipline di governo ,imperocché il re confermava leleggi dell’ assemblea, dava la curadella città a’magistrati municipa-li , la custodia del regno e dellareggia alle milizie nazionali ; co-me l’alta nobiltà migrasse a Co-blenz , e la nobiltà provinciale alPiemonte guidata dal conte d’Ar-tois fratello del re; come un’ adu-nanza discutesse le dottrine dista-to, e ponesse la sperata monarchiasopra fondamenti di ragione, ban-dendo uguaglianza tra gli uomini,uguaglianza di leggi, certa la pro-prietà, sicure le persone , facile ilcammino al retto , le ingiustizieimpedite o gastigate, il re riteneregli onori, le ricchezze, l’imperio,la felicità di far grazia, il clero do-tato dallo stato.

Narra, come le potenze estere siapprestassero ad assaltare la Fran-cia, e ne dessero contezza a Luigi;come questi, temendola furia dellefazioni, prendesse partito più cau-to, quello di fuggire da Parigi perricoverare in Montmedy, dove at-tendealo il generale Bouillé colleschiere più fedeli; per qual modoil re e la famiglia reale migrassero;come se ne spargesse la nuova inParigi e fossero scoperti a Varen-nes, e ricondotti prigionieri a Pa-rigi . Narra come nel 1791 fosseproclamato lo statuto, e come com-parisse il re nell’ assemblea nonqual prigioniero, bensì in prospe-ro stato; quanto fervessero i repub-blicani, da impaurire persino i cal-dissimi di libertà nella costituen-te; come in questi ardori compa-risse l’editto del prussiano Brun-swick , che chiamava fazione laFrancia intera, il re solo saggio aconoscere, legittimo a concedere leriforme dello stato, e annullandole cose fatte in tre anni, come sefosse certo vincitore, imponeva diseiorre gli eserciti rivoluzionarii ,le assemblee, le congreghe ; come