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ila questo editto si concitassero glianimi in Francia, e come, per ri-durre ad una le passioni, ad unogl’impeti del popolo, si facesse se-gno al comune odio il re; comequesti il io agosto 1790 fosse assa-lito nella reggia, e la reggia presac bruciata; come finalmente il revenisse introdotto nell’ assemblealegislativa per udirsi leggere il de-creto, che il dichiarava decadutodal trono.
Venendo ora allo stile di questolavoro, diremo, esservi un’efficaciaoriginata da’vocaboli tutti eletti,dalle frasi tutte meditate, da’colorilutti vivi ; esservi un’altra effica-cia, che trae origine dal secondarecolla scrittura la prepotente forzadegli alti pensieri, del rapido com-movimento delle passioni , delleimmagini risentite ed energiche ,delle forme, delle parole più pron-to ed agevoli, la quale efficacia ope-ra in tutti gli uomini educati al-le lettere per tal modo , che in-tendono la forza e la utilità delle« ose ragionate. In Firenze Collet-ta ebbe dimestichezza con due deipiù celebrati scrittori della nostraetà, iquali furongli cortesi di con-sigli e di assistenza nel suo lavoro.La composizione di questo stòriefecegli men duro F esilio t si pia-cque assai nel beato cielo della To-scana: dimorò spesso in Villa: sog-giornò in Livorno ne’ tempi fred-di, perchè quel clima era più mi-te. Contento nelLa mediocrità, vis-se con parsimonia: fu amato uni-versalmente : negli affanni il con-solavano le cure pietose de’ paren-ti e le dolcezze dell’amicizia. Mo-rì in Firenze 1 ’ undici di novem-bre dell’anno iS 3 i , e fu sepoltoin una cappelletta accanto alla vil-la Varaniista, su la via che da Fi-renze conduce a Pisa.
La storia del Colletta venne tra-dotta nell’idioma francese da’chia-rissimi signori Lefebvre , e L. **B. ** ( vedi il Journal des Dèbals,
2 . 1 , févricr i 85 (ì). Il Dèbals ne fiquesta lode : Il-y-a fort long-temsqu’ nuotili livre n’a eu nutant desuccés en Italie que 1 ’ Histoire deNaples dugénòral Colletta. Le gé-néral Colletta, ministre de la guer-re pendant la revolution en 1820,a écrit dans 1 ’ exil. Ce beau livreaura autant d’intérét polir la Fran-ce que pour l’Italie.
G. M. Bozon.
CHIAVERINI (Luigi). Nacquein Falena umile terra dell’Abruz-zo citeriore a ’3 di maggio nel 1770.Orbo del genitore Francesco nel-1’aurora della vita, divenne a duomesi unica cura della genitrice An-giola Mancini; dalla quale condot-to a stanziare in Pescocostanzo dilei luogo natale, a tutt’altro daimaterni parenti veniva destinato ,elio alle lettere ed alle scienze. Manell’ età, in che novello vigore in-vade il nostro corpo e lo spirito, do-tato il giovanetto Luigi di squisitosentire, fu siffattamente preso alleattrattive dello amene lettere , edal piacere del meditare , clic , in-spirato dalla frequente lettura del-le opere del Metastasi», verg'ò liri-ci versi, e farse, e drammi, de’qua-li un solo col titolo di Samaria li-berata fu reso di pubblica ragione;e da sè diede opera agli elementidi Euclide ed a quelli della filoso-fia. L’ampio e svariato campo del-le scienze mediche, e 1’alta famadell’ anatomico Gotugno e del lìsio-
loffo Sementini il trassero in Na-»
poli. Calcando le orme di questiinsigni maestri, e degli altri duomedici napolitani Villari ed An-dria, percorse animoso la palestradella medicina e della chirurgiaguidatovi dagl’ illustri Santoro ,Arnantea e de Horatiis . Talchéritornato ai domestici lari , persoddisfare alle materne premure,esercitò con plauso fra’ suoi con-terranei l’arte del guarire : seppecon pronto rimedio fugare una