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[Volume terzo e volume quatro.]
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dissenterica epidemia, che nel 18t>4-inderiva negli Abruzzi, etra le sueparecchie chirurgiche felici curecon operazione della cateratta ri-donò la vista ad un vecchio sessa-genario. Prestati gli ultimi ufficiialla genitrice, cui micidial morboinvolò alla sua filiale tenerezza, fe-ce ritorno in Napoli, dove unitosicollaboratore d’ insegnamento inprivato uditorio di medicina colsuo chiaro concittadino D.r Giu-stino Marruncelli nel 1811, fu ilprimo nel mondo medico ad an-nunziare che tutte le febbri sonosintomatiche. —Nell’agone di unconcorso fece dubbia la palma avalenti ed annosi competitori ; mala giovinezza, che in ciò gli avevafruttato gloria pari al nobile ardi-re, gli ottenne invece un soggior-no trienne in Francia a spese delprovvidente governo. Colà del 1812si diede ad arricchire 1’ intellettodi quanto la medicina , la notomiacomparata , e tutte in genere lescienze naturali avevano di più uti-le, provato e nuovo. E già gli oc-chi del fiore di quegli scienziatierano a lui rivolti maravigliati,quando nel i8j5 Napoli a se il ri-chiamò con sollecita cura, e dellapersona di lui volle decorare la cat-tedra di nosologia generale e te-rapeutica , e di materia medicanella regia scuola veterinaria delleSicilie. — Indefesso vivea egli isuoi giorni, istruendo la gioventùin pubblico e in privato uditorio,e con frequenti elucubrazioni ar-ricchendo la medicina e le scienzedi opere molte e preziose: le piùillustri accademie di quella partedell’ Italia e di oltremonti si pre-giavano di averlo a loro sozio ; lepiù culto nazioni, e l'Italia tuttaecheggiavano de’suoi encomii. Senon che, un lento morbo originatodalle continue durate fatiche, ve-niva innanzi tempo logorando ildebole filo della sua vita. Final-mente nel terminare dell’inverno

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del 1834 più non potè abbandona-re il suo letto. Con benevole espres-sioni ed accorte parole egli tempe-rava la mestizia degli amici , ilpianto de’discepoli, i singulti del-la consorte e delle quattro sue ama-bili figliuolette ; e volle evitare ilcorteggio delle visite deciso di chiu -dere placidamente gli occhi all’ e-terno riposo. Non presaga Napolie direi gli stessi suoi di cotanta per-dita imminente, egli pur dopo idolci conforti di quella religioneche tenne in bel nodo sempre uni-ta colla filosofia, parea voler tutta-via rassicurare ia dolente famigliacorreggendo gli ultimi suoi scrittiche dovevano pubblicarsi, e rapi-to in felici pensieri gittando nuo-ve idee sulla carta, la mattina istes-sa che fu la vigilia dell’acerba se-parazione .... Allorché la nuova tri-stissima venne a riempirci gli oc-chi di lagrime inconsolabili, la suaspoglia mortale giaceva nell’ eter-na quiete del sepolcro !... (1) Moria 2 ore della notte de’ 26 marzo frale braccia dell’amorosa consorte edi itno (2) de’suoi affettuosi allie-vi, un istante dopo che loro ebbedato 1 ’ ultimo addio.

Tenero della gioventù affidataalla sua istruzione, le disserrava iltesoro delle più belle ed utili co-gnizioni, e n’ era il confidente edil padre. Il suo cuore sempre aper-to all’ amistà più ingenua ed alla

(t) Le sue ossa onorate ebbero tumu-lo nella chiesa degl’ Incurabili, ove sivede anche il monumento sepolcrale diAntonio Sementini.

La funebre pompa tributata da quel-la rispettabile Congregazione medica achi lasciò retaggio non solo di gloria ,ma di affetti, e di non meschino patri-monio ad amantissima consorte e figli,fu anzi spontanea ; e non so con qualfranchezza potè da taluno pubblicarsi,che la sua salma mortale sarebbe sce-sa sotterra senza neppure gli onori disolenni esequie , ove i suoi colleghi nongliele avesser fatte gratuite ! !

(2) Il D.r Martino lurchi. '