Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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pietà, gli faceva sentire il peso«ielle altrui sventure. Tutto eglisperava dal proprio merito, disde-gnoso «li raggiri, e perfino dell ap-parente umiliazione. L’immagina-zione talora il faceva divampard’ira, e sembrava oscurare i pregidell’uomo gentile e mansueto; mala ragione tosto ripigliava i suoidiritti, ed egli tornava alla natu-rale bontà.

Traluce vangli nell’aspetto il cuo-re e la mente. Statura mezzana,membra delicate, non per tantograve e nobile incesso. Fronte am-pia insolcata dal profondo e lungomeditare, occhi grandi e neri, fi-sonomia sparsa d’una dolce me-lanconia, e bocca, col labbro infe-riore alquanto sporgente, facile acomporsi a schietto sorriso.

Voce non sonora non cattedra-tica, ma le sue parole convinceva-no sempre, ed inspiravano persua-sione, le sue idee avevano l’im-pronta dell’ originalità. Le con-ghietture mediche acquistavanodalla sua penna sembianza lumi-nosa di sicuri aforismi. E come perla vastità del medico e scientificosapere egli a buon dritto è da ap-pellarsi il Boerhaave napoletano ,così ove alla notomia e fisiologiacomparata soltanto avesse egli ri-volta ogni forzadella vigorosa men-te, l’Italia certo non invidierebbealla Francia il suo Cuvier.

Le opere edite che onorano edonorerannola di lui memoria giun-gono al numero di quindici, oltrequindici sunti critici sparsi nelGiornale enciclopedico di Napoli;e di più dieci scritti inediti conalcune poesie che si conservanodalla vedova di luì.

Fra le prime notabili sopra ognialtra sono, i. il Saggio d'Istoriafilosofica dell'origine, de'progres-si e dello stato attuale della me-dicina , dopo la cui analisi nellanuova Biblioteca medica di Pari-gi si leggono le seguenti parole :

ii Quest’ analisi dell’ opera del dot-5) tor Chiaverini basterà per con-» venire che questo dotto ha unaw perfetta conoscenza di tutto ciòfi che d’importante è stato pubbli-si cato da Ippocrate fino a noi; en che, malgrado le difficoltà di unfi così vasto argomento, la di luiss opera presenta a coloro che stu-fi diano l’arte di guarire un qua-si dro sempre interessante de’ pre-si cetti da seguire, e degli scoglin da evitare nello studio e nellasi pratica della medicina. »;( T 4 -p. 82, 82). 2. La Farmacologiaterapeutica comparativa , intornoalla quale così gli scriveva il eh.monsignor Prelà protomedico diS. S. Pio VII: «Le fo i miei coni-si plimenti d’ un’opera, che ad una« nuova semplificazione di ordinesi unisce uno spirito di analisi ac-fi curata nell’ azione de’ rimedii.fi Continui di grazia a rendersi>3 utile alla umanità, giacché (sen-si za farle corte) riconosco in leifi un genio di riflessione, di meto-13 do e di dettaglio quanto compor-33 terebbe una scienza esatta, nonfi una conghietturale ed induttì-33 va. Roma 2 giugno i 8 iq 33.

Fra i secondi soprattutto si di-stinguono le Ricerche sulla sensi-bilità imitativa considerala comeil principio fisico della sociabili-tà della specie , e del civilizza-menlo de' popoli e delle nazioni(Giorn. enciclop. F. 11. febb. 1820).Le Osservazioni sulla descrizio-ne di un particolare sistema di or-gani, e de fenomeni eh’ esso pro-duce, scoverto ne' molluschi cefa-lopodi, del signor D. Giosuè San-giovanni ( Op. cit. 4 - xiii. n. ix.p. 35 1). Febris asthenicae dj-sen-tericae , per Aprutium anno 1804epidemice crassantis, historia (Ivianno xn T. iv. p. io 3 ). Progettodi oggetti di rilievo per la statisti-ca geografica del Regno di Na-poli (Ivigenn. 1820); ed una Me-moria sulla vegetazione, coltura