Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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ed -tsi economici delle piante so-difere nel /legno di Napoli (negliAnnali d.'Agricoltura Italiana delsignor Gagliardi n. 6 anno 1819).

Fra gli scritti inediti in fine èda desiderare che la vedova del dot-tor Chiaverini faccia dono al pub-blico dell’ ultima e dottissima pro-lusione letta dall’ illustre autorenell’ apertura del suo privato stu-dio di medicina nel novembre delcorrente anno: Sulla riforma dellinguaggio medico , e sullo stalopresente della medicina napoli-tana .

Pasquale Vie. noi.a.

GIN ANNI (Pier Paolo). Nonsi può negare che l’abate Pierpao-lo Ginanni non siastato un uomodi grande dottrina, e, quel chepiù stimo, di singolari virtù. Nelmaggio del 1698 il conte Alessan-dro Ginanni ravegnano ebbe daLeonida Zauchi sua donna un fi-gliuoletto, che al battesimo nomi-nò Baldassare ; il quale aveva poiad essere per le opere dell’inge-gno un bello adornamento del suoillustre legnaggio e della patria.Veniva innanzi negli anni il gio-vane Baldassare, e, fatti i primistudi alle scuole de’ preti del Ge-sù , mostrante lui animo divoto everso le sacre cose pietoso, fu chiu-so nell’ abito de’ monaci neri cas-sinesi, non avendo più che quin-dici anni; ed allora il nome di Bal-dassare in quello di Pierpaolo mu-tò. E nel i 7 > 4 > fatta professioneall’ ordine, e compiuto il corso del-la filosofia, fu mandato a Roma adascoltare i lettori delle leggi cano-niche e della scienza teologale: edegli che aveva ingegno docile, ead ogni disciplina disposto, moltoin quegli studi approfittò. Ma eravenuto il tempo che dovesse Pier-paolo, secondo 1’ usato de’ monaci,di discepolo diventar maestro, edistruire i novizi nella dottrina ap-presa a quelle scuole. Passò dun-

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qué a Firenze : dove visto che siera dato il bando all’ antica filoso-fia, con animo allegro si mise a ri-fare gli studi : e poco appresso tor-nò a Ravenna a leggere nel moni-stero di s. Vitale. É fu allora ch’eimandò fuori una sua operetta lati-na, in che fece brevemente l’isto-ria della filosofia. Poi fu da capoinviato a Roma ad insegnare nelcollegio di s. Anseimo. In Romadiede opera, innanzi alle altre co-se, a farsi dotto nelle antichità ; epresa amicizia col conte AvolioTrotti, ad istanza di lui scrisse lememorie storiche della casa anticadegli Alidosi. In questo mezzo erail nostro Ginanni stato promosso aposti elevati nella religione; i qualionori, nè ambiti nè chiesti, nullacangiarono della schiettezza deisuoi costumi, e gli raccesero viep-più 1’ amore agli studi e la nobilebrama d’ illustrare come megliopotesse il suo loco natale. Ondetornatosi in patria nell’autunno del1757, raccolse in un volume molterime di poeti ravegnani dal 1290al 1708; e tutte ebbe viste le cartepiù antiche de’patrii archivi. Indiad alcuni anni si trasferiva in As-sisi a reggere il monastero di s.Pietro, e nella breve dimora che vifece, scrisse e mise in luce una let-tera contro un tal prete faentino,con che provò Ravenna e nonFaenza esser la patria di s, PierDamiano; e questo fece con tantaforza di ragioni, che 1’ avversariogli si diede per vinto. Di là mossenel 1743 alla volta di Roma, elettoabate del cenobio di s. Paolo, dovestette cinque anni accetto alle piùdotte persone. Dal 1748 al 1769^1posto a governo de’ monisteri diRavenna, di Cesena e di Rimino;dal quale ufficio riportò molta lo-de di bontà e di zelo, e dai mona-ci fu amato di cuore e avuto in re-verenza. Lo stile che’l Ginanniadoperò ne’suoi scritti è quale siusava dai più nel passato secolo ;