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[Volume terzo e volume quatro.]
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il suo nome proprio, quando sottoF anagrammatismo di GerrugioCliba. E nell’ uscir di vita lasciòmanoscritto un poema di dodicicanti in ottave sovra la morte , emolti capitoli di scherzevole argo-mento. Ebbe il Calbi mente bencomposta dì ordinati pensieri: for-te immaginativa: facilità grandedi verseggiare ; e nelle sue poesietrovansi spesso belle immagini,talvolta colorate con alcuna bontàdi stile. Fiorì nell’ amicizia de’suoiconcittadini Teseo Francesco dalCorno, Francesco Ignazio Gentili,Ippolito Lovatelli, Marc’ AntonioGinanni, Garlo Taroni, FabrizioNicolò Bezzi, Francesco Antoniodella Torre, uomini tutti nelle let-tere versatissimi, come pare da al-cune cose loro die sono a stampa.Fu desiderato il decimo di aprile1761, dopo una lunga vita di set-tantasette anni compiuti : e come-chè non lasciasse alcuno della suafamiglia, che con lui si spense, nonmorì però illacrimato: chè in luo-go del domestico pianto ebbe ilpubblico ; ed i suoi discepoli, dellevirtù di tant’ uomo conoscenti, glifecero le funebri onoranze nellachiesa di s. Francesco, dove fu sep-pellito.

Ci ha lasciato le seguenti opere:

i. Cilauda Olimia ninfa del Fi-li — Ravenna i 7 i 5 — E' una pro-sa di Francesco Ignazio Gentili ra-vegnano, a cui seguono sedici so-netti del Calbi nascosto sotto l’ana-gramma di Gerrugio Cliba.

3. Delle Vocazioni , libri tre —Ravenna 1710, e Bologna 1735 —E'un poemettoin ottava rima com-posto da tre diversi autori, ed ilsecondo libro è del Calbi.

5 . La Filosofa esposta in so-netti — Faenza 17 1 5 .

4 - La Filosofia morale espostain sonetti — Ravenna 1723.

5 . Considerazioni di un dottoreravennate intorno all' uso dell ’ a-cqua fredda — Scrittura del Cal-

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l)i stampata nel tom. xm degliOpuscoli scientifici dell' ab. Calo-geri, a car. 37.

tì. Riflessioni sopra i cinque dis-inganni chirurgici per la cura del-le ferite , pubblicati da AntonioBaccaccini, fatte daPandolfoMa-raviglia ( Ruggero Calbi) — Ra-venna 1713 e Roma 1715.

7. Risposta di Pandolfo Mara-viglia alla difesa de' diritti di Ce-sare Magati del dottor DomenicoZecchini — Ravenna 1714 e Ro-ma 1715.

8. Ragguaglio della quistionetra li moderni seguitatori del ce-lebre Magati, e Pandolfo Mara-viglia da Ravenna — Ravenna1715.

g. Lettera al dottore Renzonimedico di Prato — 1719.

Filippo Mordani.

MAURI (Ernf.sto), nacque inRoma ai 10 di gennaio dell’anno1791 di Filippo Mauri e di FlaviaGhesman. Educato per tempo allostudio delle umane lettere nellacasa paterna, passò di poi a quellodelle scienze nell’ archiginnasioromano: e la facilità che era inlui nello apprendere, e la perspi-cacia nel discernere, fecero prestoconoscere, che egli possedeva in-gegno oltre il volgare, e partico-larmente adatto al coltivamentodelle scienze naturali. Lo studiodelle piante era quello che più diogni altro gli riusciva aggradevo-le : perchè, a questo prescelse de-dicarsi.

La botanica risorgeva appenain Roma per le cure del dottoreAntonio Sebastiani, che pubbli-camente la professava in quell'ar-chiginnasio. Se Fabio Colonna, seNardo Antonio Recebi, se PietroCastelli, se Tobia Aldini, se Giam-battista Trionfetti, se LiberatoSabbati,se Gianfrancesco Maratti,se Nicolò Martelli ed altri ebberocolà rinomanza in questo ramo