altrui il’ inganno, ©ansarlo daglierrori, dirizzarlo al vero e alL’ one-sto , come e’ realmente fece. A’tempi si burrascosi succeduta lacalma, fu chiamato alla cattedra dieloquenza nell’anconitano ginna-sio non solo , ma gli fu propostoancora quella nel liceo ferrarese;ma nè 1’ una nè l’altra volle accet-tare per 1’ attaccamento grandissi-mo che portava al seminario. Ri-cusi, mosso da dilicati motivi, diessere uno de’ sei istitutori del Do-rico Ateneo. Accettò l’anno, i 8 o 4so canonicato nella insigne colle-giata di Santa Maria della piazzae San Rocco, che gli conferì la san-tità di Pio VII;accettò l’anno 1816di essere censore dell* accademiaecclesiastica, istituita dal canonicoSaluti vicario generale, nella qualelesse molte sue dissertazioni in ma-teria religiosa spiranti tutte nobil-tà d’animo, fermi principii, pro-fondità di dottrina ed esattezza dideduzioni Fnfatto pacificatore nel-la occasione delle sacre missioni ;indi segretario del collegio apostoiico, e finalmente l’anno (817 sor-vegliatore alla introduzione e allacircolazione de’ libri proibiti. Intutti questi uffizii egli si diportòbenissimo per la sua moderazione,per la saviezza acquistata neglistudii, e per quella reverenza ellegli procacciavano i purgati suoi co-stumi.
Di due cose deggiamo far parti-colare menzione, ragionando dellavita di questo illustre italiano, laprima si è di avere rivendicato al-la chiesa anconitana la gloria d’uf-fizii ed inni proprii per le duefeste del 4 maggio e dell’ 8 di agi >stoin onore dis. Ciriaco vescovo mar-tire sotto Giuliano, il che fece contanto vigore di critica, che ottenneciò che da si lungo tempo era de-siderato, e n’ ebbe ampie letteredi ringraziamento da quell’emi-nentissimo vescovo: 1’ altra poi sifu dì aver procacciato la ripristì-Yol, HI.
nazione della insigne collegiata dìSanta Maria e San Rocco, la qualevenne più largamente dotata, e dinuovi e ben intesi statuti riordi-nata. E, levato alla episcopal sededi Ancona l’eminentissimo card.Cesare Nembrini Lironi Gonza-go, uomo di alti spiriti e di pietàcristiana, elesse il nostro Bedetti asegretario della congregazionecon-tro. la bestemmia e temporariamen-te presidente , e 1*incaricò a rice-vere le denunzie per cose spettan-ti al santo uffizio , e lo fece pro-motore fiscale del medesimo: graviincarichi, cui per obbedienza sisottopose ; e quando 1’ eminentissi-mo vescovi? volle istituita una cat-tedra nel seminario di storia ec-clesiastica ad istruzione do’novellisacerdoti, ne lo elesse a primo pro-fessore. Il nominò ancora esamina-tore sinodale.
In premio poi delle tante suovirtù, del molto bene che avea fat-to alla sua patria e alla religione ,quell eminentissimo porporato, al-lorché accadde la morte dell’ arci-diacono Luigi Cadolini, prima di-gnità di quel capitolo, di questa ilvolle fregiato. Ond’ è che lo desi-gnò a Gregorio XVI, il quale ne lonominò ; e il Bedetti ne prese pos-sesso il ai dicembre i 85 i.
Fatto cosi un, abbozzo della vitae delle rare qualità, ond’era ador-no il Bedetti, faremo alcune paro-le intorno al suo merito letterario,e agli onori che gli furono ren-dati.
Egli scrisse molte epigrafi lati-ne , onorarie , ternporarie e fune-bri ^ lezioni sull’ arte epigrafica ,tratte e compendiate dal Mercediper uso della sua scuola; un corsodi storia ecclesiastica che per testa-mento legò all’eminentissimo Car-dinal vescovo ; varie e scelte pro-se, sacre, morali, letterarie; diversiopuscoli, già inseriti nelle Memo-rie della religione ; cioè la Re-lazione della, conversione della,17