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[Volume terzo e volume quatro.]
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Francesca Anna Plclii ; le Lette-re Tonchinesi ; altre due Sulla re-ligiosa emancipazione de' cattoli-ci armeni nell' impero ottomano ,e la eruditissima dissertazione det-ta nel 1 85 1 per la inaugurazionedegli studii nell’anconitano semi-nario Sul temporale dominio deiPontefici , che gli meritò un breveonorevole dal pontefice GregorioXVI. Ne’quali lavori mostrò quan-to sentisse avanti nelle sacre ed ec-clesiastiche pagine, e provò cheegli non era indegno della riputa-zione che godeva in patria e fuori,e degli onori che gli furono renda-ti. Fu ascritto a molte accademie,e fra le altre all’ Arcadia di Roma,alla scientifico-letteraria di Ferra-ra : fu censore della patria Colo-nia Dorica de’ Concordi : fu ono-rato dell’ amicizia di chiarissimiuomini : dell’ eruditissimo conteAlessandro Nappi, dell’ egregio ca-nonico Cristianopolo, del chiaris-simo monsignor Baraldi, del dottomonsignor Agostino Peruzzi, au-tore di molte e riputate opero, chescrisse la vita del Bedetti cou mol-ta dottrina, e con eleganza moltodilettosa di stile: ebbe consuetu-dine di vita colla nobile famigliaDellacasa.

La sua morte accadde il i fi lugliol 855 col compianto de’buoni. Glifurono fatte solenni esequie nellacattedrale, ove fu onorevolmentetumulato: furono rinnovate nellachiesa del seminario, ove fu postala seguente inscrizione.

Mariano . BedettoEcclesiae . JV . ProtodiaconoIn . Sacri . Seminarii . hymnasioPer . An . XXX , RhetoriDein . Jiiftoriae . Christianae . 7 radendaePer . Ari . Vili . l)oct . DecurtaliQui . Maximum . Religioni# . Studium-Et . Vitae . IntegritatemQuotidiana . In . Egentes . BeneficentlaInsigni . Eloquentiae , Poeseos , DoctrinaequeLaude

Et , Saavi . In . Urnnes . ComitaleCumuìavit

Nicolaus . De , Casa , Eque# , Corona , Terrea

Testamenti , Et , Jleredìtatls . CuratorExequias . Cum . Lacrymi# . InstauraiJfave . Et . Vaie . In Pace .

Rarissime . Fìdei . Sodali#

Magister . PietatisKleri . Decus . Et . Desiderino}-

Giuseppe M. Bozoii.

BACCI (Giacomo Antonio). Furettore del seminario di Lucca suapatria, e mancò ai vivi a’ 24 luglio1768 nell’anno di sua vita mortale56 .° Non chiarezza di sangue, cheè dono di fortuna, ma lume di vir-tù e di sapere, che è proprio me-rito, lo fece a tutti caro e commen-dato. Ed obbligo infinito egli neprofessava a Giuseppe Rocco Vol-pi della compagnia di Gesù , ed aGiovan Domenico Mansi della con-gregazione della Madre di Dio; pe-rocché il primo in Livorno lo po-se e guidò negli studii della gra-nitica e delle umane lettere, nonsenza cognizione di greco: il se-condo in Lucca lo informò alla fi-losofia e alla teologia tanto bene,da farlo uscire maestro. Ma il Baccivolle ancora istruirsi nel gius pon-tificio: per questo frequentò le le-zioni di Enrico Lunardi prefettodella biblioteca nel seminario: eben meritando pel profitto e peicostumi, ottenne per lui la catte-dra di filosofia nel seminario, l’uf-ficio stesso di prefetto della biblio-teca , e di essere eletto a scrivereciò che fosse da leggersi in occa-sione del sinodo , sendo arcivesco-vo monsign. Fabio di Golloredo .Onesto eseguì il Bacci in guisa daessere commendato; nella scuolapoi si accostò non agl’ispidi peri-patetici, ma ai moderni filosofan-ti: il perchè trovò de’nemici incoloro, che, Iigii alle antiche dot-trine, non vogliono pensare più inlà; ma colle armi della ragione bel-lamente li persuase, ed ebbeli infine amici e seguitatori. Passò adinsegnare teologia: e frattanto nonlasciava digiuni gli allievi di ciò,che riguarda la civili a canoniche