instituzioni «d il dogma : quasi aricreamanto dell’ animo venivalipoi istruendo ne’ rudimenti del-la greca lingua, e dettava loro aquando a quando i suoi libri dimorale filosofia, che postumi usci-rono con questo titolo! Ethicorurnlibri quinque in Ires tomos distri-buti ... Luccae 1760 in 4-, ex tip.Jacobi Justi. Della quale fatica diquasi trent’ anni, ben più prege-vole di un’orazione uscita in lucecol titolo: De jucunditate littera-ruiu, quel fiore di giudizio delMansi scriveva cosi: Novi in eo (ope-re) praecepta omnia ethicae phi-losophiae luce plurima illustra-ri , atquc selecta ornari eruditio -ne, eloquio nitido puroque latinoblande fluere, ut juvet et delectet.Quidquid in variis peneque innu-meris dispersum est voluminibus,omnia hic collecta reperi, ut unusiste liber prò mille valeat. Fateorequidem abstrusas Mas de hocargumento scriptorum meditatio-nes, quas magis dixeris metaphi-sicas, hic deesse, curri auctor quodutile sit quaesierit, atque prodessealiis potiusj quain gloriolam acu-ti philosophi • habebat enim inge-nium a vanis his prorsus abhor-rens. Solida sunt hic omnia, et admores philosophico - christianos ,componendos aplissima. Ad nanenormam si quis se conformaverit,philosophus erit, sed cristianus ■'agere discet potìus quam philoso-pliari. Nè il Bacci fu maestro dicostumi soltanto in parole ; ma inopere: delle quali sarebbe lungo ildire. Basti, che si porse esempio aigiovani nel seminario, di cui furettore vigilantissimo : specchio,agli ecclesiastici, de’ cui olficii fuosservatore religiosissimo : lume atutti di carità cristiana. E questonon solo in Lucca, ma in Romastessa: dove fu tre anni e semprenella grazia di sommi e dotti uo-mini. La morte sua fu come pub-blico infortunio alla patria, che
volle eretto in marmo un mo-numento col busto di lui, e conepigrafe di latino dettato . Nè ilcaro estinto andò senza lodi del-l’accademia di storia ecclesiastica:un suo allievo ed amico e succes-sore nella cura del seminario, Fi-lippo Laudi, dettò un comeutariodella vita di lui con quel sapere dischietta latinità, di che il lodatoaveagli messo innanzi 1’ esempio.A quella fonte abbiamo attinto perispargere qualche lagrima pietosasulla memoria d’ un benemerito.
D. Vaccolini.
MALLUCELLI (Giuseppe), no-taio, nacque in Ferrara l’anno ififiodi Marc’ Antonio. Ebbe ne’primianni quella educazione che com-portavano i tempi. Sortito dallescuole elementari, studiò in dirit-to. Indi si dedicò all’arte notarile,e vi si acquistò buona fama. Nontrascurava in pari tempo lo studiodelle belle lettere: si piacque dipoesia, e i componimenti eh’ ivaleggendo nelle adunanze dell’ ac-cademia degl’ Intrepidi, cui fu ag-gregato, ebbero sempre buona ac-coglienza. F’ra i quali è da notarsiun sonetto da esso lui recitato nel-l’adunanza tenutasi del 1712 perla canonizzazione di Santa Cateri-na Vegri, il quale vide la luce uni-tamente alle altre composizioni perli tipi di Bernardino Pomatelli.
Non ricordiamo questo italianoper le poesie soltanto; bensì per ledue opere, che mandò al pubblico,la prima intitolata — Praxis ju-diciaria Ferrariensis, Ferrariae,typis Bernardini Pomatelli, koo;la seconda, l J raxis instrumentariaFerrariensis, Ferrariae, typis Ber-nardini Pomatelli, 177 1'. Èsse fu-rono assai applaudite, e sono tenu-te in gran conto anche a questigiorni presso i tribunali di Ferra-ra; anzi la seconda particolarmen-te serve tuttavia di guida per quel-li che si applicano alla redazione