Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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TESSUTI (Giovacciiino), na-cque in Roma ai i 5 aprile 1745,da Pietro Pessuti stampatore, c daMaddalena Migliotti. 11 padre suoche non era uoipo di lettere, nèd’ agiata contazione, fè tuttaviache il figliuolo ricevesse letterariaeducazione. I primi elementi dimatematica furono per quell’inge-gno privilegiato come la favillache desta un grande incendio: eisi trovò nato per tale scienza inguisa che a soli sedici anni valevaa prevenire le dimostrazioni diquei che lo ammaestravano, a cor-reggerle e a semplificarle. Già find’allora divisò rendere più gene-rale e più facile la risoluzione diqualunque triangolo sferico , ebrevemente vi riesci. Leggendo ilTrattato delie Sezioni Conichedel TVolfto gli sembrò si poco me-todico, pieno di sì lunghe ed in-dirette dimostrazioni, che di ap-pena ventun anni diedesi ad alle-stire i materiali per formare untrattato ordinato, piano e direttodi tutte le proprietà generali dicurve siffatte. Nè reputando inde-gno di lui un simil lavoro, avealopoi riassunto alcuni mesi innanzila morte, chiamandovi compagnoil prof. Giuseppe Oddi. Progressisì rapidi in queste scienze traeva-no a lui molti discepoli, e riuscen-do chiari e proficui i suoi insegna-menti, venne in molta fama pressoi concittadini e gli stranieri, chesì lo pregiarono da essergli confe-rita una cattedra di matematicanel corpo de’ cadetti nobili diPietroburgo, ove recatosi non sog-giornò a di lungo per non goder-vi ferma salute. La dimestichezzain che colà lo ebbe 1 ’ estero, giovòall’infinito gli studii suoi, mentre,oltreché 1 ’ Eulero gli era largo dibuoni conforti, il chiamava talvol-ta a jiarte de’suoi più laboriosi edifficili calcoli. Appena toccava riventesimo sesto anno quando sitolse a’gliiacci delle Russie, e giun-

to a Parigi, ivi intorno ad un an-no si fermò, legandovi amiciziacon d’ Alembert, Condocert, edaltri sapienti. Tornato in patria,ed unitosi a Gio. Lodovico Bian-coni, si diè a pubblicare 1 ’ A titolo-già Romana , e 1 ’ Effemeridi let-teràrie, di cui, morto il Bianconi,rimase solo scrittore, avendole con-tinuate per quasi vent’ anni. Chisi fa a scorrere questi giornali ve-de chiaramente come il Pessuticongiunger sapesse gli studii se-veri a quelli delle umane lettere,ed arti belle, della medicina, giu-risprudenza, antiquaria ec. trovan-doli pieni di vasta erudizione, cri-tica acuta , di chiari e ordinatiestratti, e di sottili e profondi giu-dizii (x). Somigliante erudizione,e la singolare memoria di cui eradotato, carissimo il rendevano allesocietà letterarie, in cui, secondoche disse 1 ’ Algarotti di Voltaire,qual conduttore elettrico rendeva,scintille in quasi tutti i punti incui si toccava , sapendo anchecondire i suoi ragionamenti di a-neddoti, racconti e motti oltremodopiacevoli ed arguti. Le continua-te cure de’ giornali noi toglievanoperò alle matematiche, in che nonsolo addottrinava in privato Ro-mani e stranieri, ma studiava atutt’ uomo nelle opere che di esseveniano a luce, come ne fa fedel ’Estratto deLLe Istituzioni Anali-tiche del Co . Vincenzo Ficcalist. nel Giorn. de’ letterati d’Italianel 1775, in cui dopo aver lo-data 1’ opera, tolse a notarvi alcu-ne pecche. A ciò rispose con pri-vata lettera il Riccati, accusandoei pure di varie mende il Pessnti.Il quale a non travagliare il buon

(1) Fra i molli scritti del Pessuti chetrovansi iu que’Giornali menta parli-colar menzione la bella dissertazionesul noto verso della llaswilliana del Mun-ii (C. Il, ierz. jì, v. 2.)

E pel tevrur dai Jrcddo al caldo polo.