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[Volume terzo e volume quatro.]
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in Napoli, ove, poco prima di suamorte, fu dal Re fatto membro del-l’Accademia delle scienze con pen-sione di 200 ducati. Lungo sareb-be il dire delle onorificenze, e de’molti e cospicui impieghi in cuivenne adoperato dai governi chenllor succederonsi, il che è bellaprova che meritar seppe la stimad’ ognuno. Ei.però non curavasipunto d’onori ed impieghi somi-glianti ; che anzi desideroso di vi-vere alle sue letterarie occupazio-ni, solea dire al continuo che benevi.Tcil qui bene latuit. Raro era cheapparisse opera matematica spe-cialmente in Italia che a lui nonfosse mandata affine ne giudicasse.Fra le molte testimonianze che diciò recar si potrebbero, preferiscola lettera con che il Mascheroniaccompagnavagli la sua Geometriadal Compasso.

» Eccovi un libro chesi può di-si te nato in gran parte per favor31 vostro. Se vi sovviene, voi avete«fatto più volte accoglienza a’miei« tenui prodotti, e singolarmente31 ad una lettera da me diretta adli Annibale Beccaria. Il favore diji un celebre matematico, qualesi voi siete, da quella lettera ha»> sviluppato questo libro. Io nonsi ve lo raccomando per altro, se51 non che vi compiacciate di avvi-» sarmi di quei difetti di cui nonsi sarà esente. Aspetto questo nuo-ti vo genere di favore da voi, che3i mi sarà prezioso più d’ogni al-3i tro. Amatemi quanto vi stimo,si e vi son grato « .

Sventuratamente la robustezzad’ animo e di mente di cui il Pes-suti era fornito non sempre andòdel pari a quella del corpo, men-tre avanzandosi negli anni, le infe-riori (estremità del corpo se gl’in-debolirono assai ; e, se per alcuntempo durò a condursi all’univer-sità uve insegnando parea tornasseall’ alacrità e vigore de’ primi an-ni, do\è poi nel iBoy chiedere a

coadiutore 1 ’ ab. Gius. Settele suadiletto discepolo . E crescendo adismisura l’indebolimento che ilcruciava, nè più potendo da sè darpasso, gli fu tolto uscire di casa, ilche sostenne con pazienza e sal-dezza d’animo maravigliose, pren-dendo tuttavia diletto de’libri ma-tematici, e di piacevoli letture, epiii della compagnia de’dotti ami-ci che di sovente il visitavano. Masopraggiuntagli una violenta feb-bre, con cui lottò per 36 giorni,dopo un’agonia di quarant’ott’orefini i patimenti e la vita a’20 otto-bre 18i£essendo disettantun anni.

Fra’pochi manoscritti eh’ei la-sciò sono principali le Lezioni diMatematica Idraulica , Ottica edAstronomia che dettava nella Sa-pienza, un Trattato sulle funzio-ni derivate, e alcune Annotazioniad una parte della meccanicaceleste di La-Place . Leggendole opere de’ gran matematici usa-va fare annotazioni e schiarimentia’loro calcoli in piccole carte cheinseriva tra i fogli de’ libri : maquesto faceva poi in modo si con-ciso, che dovendone usare inten-devali a stento,e talvolta egli stes-so non valeva più a diciferarli.

Fu il Pessuti di statura bassa,colore olivastro tendente al pallido,scanno, ma ossuto ; ciglia nere, efolte ; occhio spazioso, vivace edaccorto; bocca larga, voce alquan-to profonda, gesto svelto ed espres-sivo. Camminava a lento pa^so :non curava mondezza di vesti-mento, talché a cancellare le figu-re formate sulla lavagna, aerviasicomunemente della veste. E sinarra che una volta fu veduto ve-nirsene pel corso in ora di passeg-gio coll’abito gittato sulle spalle, eie maniche penzoloni ; o facessepoi ciò pel calore della stagione ,o per indicare che stimava altret-tanti bruti coloro che eran fre-quenti per quella via ; verso laquale avviandosi un giorno e ,