Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
269
JPEG-Download
 

domandato ove andasse, rispose;Verso lo Zodiaco Romano. Glionori ebbe a vile, gli uomini, chepoco estimava, dispregiò aperta-mente ; e infatti allorché fu deco-rato della croce della legion d’ono-re, disse freddamente « una crocedi più jj ; e richiesto che sembrava-gli d’ alcuno degli opuscoli del Ca-landrali, rispose « Òpus-culi. Nel-le cose cui intendeva soleva affisar-si tanto da sembrare alienato daisensi : ed in questo proposito sap-piamo che passeggiando con duediscepoli che non comprendevanouna dimostrazione geometrica, etrovandosi di contro all’ Ospitalede’ pazzi, profittando d’ un po’ dipolvere, tolto il bastone di manoall’uno de’giovani, si diè a formarequella figura sul terreno. Ed es-sendosi intxattenuti lunga pezzaapplicati alla dimostrazione dellamedesima, accadde che, alzati gliocchi, videro un fanciulletlo cheavea presa la corda del campanel-lo dell’ Ospitale, e standosi collamano sospesa domandava, suono onon suono per farvi restar dentro?Che se possiam notare alcuna de-bolezza in quest’uomo (e chi nein mai scevro quaggiù ), dobbiamperò ammirarlo ed imitarlo nelcongiunger eh' ei fece !’ eserciziodi belle virtù e pura religione col-la sapienza de’filosofi, che sì spes-so lamentasi andarne disgiunta.

Gio. Feawcesco ìUmbeiju.

AMADUZZI (Gio. Cristoforo).Ebbe per genitori Michele Ama-duzzi, e Caterina Gasperini, evenne alla luce ai i4 agosto 1740.F u discepolo di Jano Planco, e col-tivò ogni genere di filosofia. Fissa-tosi in Roma insegnò lingua grecanello stesso tempo nell’ Archigin-nasio delle scienze; e nel collegiodi Propaganda, della cui tipografiahi insieme sopraintendente. Recastupore,come con tante brighe po-tesse egliattenderead un carteggioInoltiplice, ed erudite coi primi

letterati d’Italia e d’Oltremonte,e come avesse, agio di pubblicarecolle stampe fino a centonove scrit-ti. Noi ci asterremo dal qui ri-peterli, potendo ciascuno avernedistinta notizia nell’Elogio, chedopo la sua morte recitò nell’ ac-cademia di Mantova il chiar. Isi-doro Bianchi, edito dipoi nel 1797in Pavia per le stampe diBaldas-sare Cornino. Perito nelle linguedotte, chiaro per la sua vasta eru-dizione sì sacra che profana, avreb-be potuto aspirare a luminosi postinella corte romana, se alquantopiù avesse servito all’ adulazioneed alla cortigianeria, e fosse statomeno amante del vero. La sua me-moria sarà sempre di grata ricor-danza ai suoi concittadini cui volleanche dopo morte gratificare collegato della sua biblioteca, che »enon era ricchissima, era certamen-te scelta. Mancò di vita ai 21 gen-naio 1792, e dalla sua patria conpubblico decreto fu onorato difunebri onori a pubbliche spese.

N. W.

QUATRINI (Pietro). Nel gior-no 12 febraio 1747 nacque D. Pie-tro Quatrini nel contado di Osimo.Circa l’anno ventesimo dell’età sualasciò la campagna, ed allo studiosi dedicò prima in Ancona, e poinell’ Osimano seminario. Ma benpresto avvenne, ch’egli coltivandocon ardore l’egregio suo talento,superò tutti gii altri nelle amenelettere, alle quali lo aveva singo-larmente inclinato natura, che purdonògli un animo lieto e vivace,onde con assai leggiadria scrivevaversi satirico-faceti- Pertanto nel1772 quando appena compiuto aveacinque lustri, divenuto maestro se-dè sulla cattedra d’umanità, poscianel 1784 su quella d’ eloquenzanel collegio e seminario Osimano,a cui splendore accrebbe ed orna-mento. Finalmente nel 1817 riposòprofessore emerito dopo tyS an-ni d’onorate fatiche. E malagevo-le il riferire quanto vasta fosse