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[Volume terzo e volume quatro.]
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più facili, • di più felici ritnlta-menti. Quanto alla maggiore faci-lità, non vi ha luogo a quistione :ma gli è pur forza confessare chel’accingersi al difficile ha il suoinerito, e che degno di lode è ilriuscirvi. E vi riuscì il Giaconiper guisa, che alcuni intagli nonla cedono ai più squisiti di moltiartisti. Per tacere d’ altri lavori, ilRitratto di Cosimo de’ Medici,che dovea entrare fra i sessantaillustri Italiani delBettoni, e nonc,i entrò per le consuete baratteriedi certi imprenditori ; e la Testadell’immortale Canova, che si ve-de nella Vita di quel sommo det-tata dal Missirini, ce ne rendonosolennissima testimonianza . Edera appunto il Canova che pregia-va non poco il Giaconi. Siane aprova la lettera che gli scrisse daRoma il ottobre del 1818 perringraziarlo dei Ritratti trasmes-sigli del Sarpi e di Cosimo testòindicato. « Ho ricevute le duess stampe dei Ritratti di Cosimo» de’ Medici e di fra Paolo Sarpi,ss incise dal suo valoroso bulino, ess favoritemi da due sacerdoti ami-5? ci suoi, ai quali appunto rimet-» to la presente per lei. Io le sono51 molto grato del gentil dono, ess 1’ accerto che a me paiono infi-li nitamente degni di lode questi« due ritratti, eseguiti con un gli-si sto e maestria squisita ; sicchéss io n’ebbi sommo diletto, e gliss ho ammirati oltremodo $ onde» stupisco come sia ella così pocoa incoraggiato e retribuito in o pe-si re che certamente hanno delss singolare. E spiacemi veramen-” te nel cuore di non trovarmi li-si bero alcun disegno di qualchess opera mia, perchè l’avrei pre-si gata di volerlo incidere per mioss conto. Ella gradisca il mio buonss volere, e il desiderio sincero diss mostrarle lamia riconoscenza,s> e la stima che fo de’ suoi talen-» ti ec. ss S« 1 ’ autor# dell’opera,

il cui titolo : Le classiche stampeec. uscita a Milano in sugli esordiidel i 836 , porrà l’occhio su questobrano di lettera, vedrà che aveasia parlar del Giaconi con più diurbanità e di giustizia. Le incisio-ni che rese di pubblico diritto sonmolte : tutte però circoscritte aimmagini sacre, a ritratti. Nonabbiamo un solo lavoro la cui e-stensione stia al pari delia Cenadel Morghen, dello Sposalizio delLongbi, e la colpa se l'ebbe lasua povertà accompagnata da unatrascendente modestia, e moltopiù da una delicata coscienza, cherendealo schivo d’ogni lavoro chenon fosse il più casto. V’ebbe chia prezzo di largo compenso voleadal suo bulino qualche intagliodalla decenza non consentito ; mail Giaconi sdegnò di prestarsi.Contento del poco, viveasi oscuro,ignoto ai più, e quasi diremmo a6è stesso. Ma in quella oscurità nu-triva le più belle virtù, e fra que-ste le più care, cioè la gratitudineeia beneficenza. Sino dalla primaetà erasi posto in una famiglia o-norata, cui arrideva una sufficien-te agiatezza. Sinistri eventi can-giarono il di lei stato, e cadde indisagio; ma il Giaconi non perquesto pensò di andarsene altrove.Finché visse fu indiviso compagno,e finché visse partì con quegl’ in-felici i non larghi proventi dellasua professione. Quel bellissimocuore sentiva un bisogno di alle-viare chi a migliore stagione gliera stato largo di affettuose solle-citudini. Mori nel 1825 in età dianni no. Nel chiostro del Santo inPadova esiste l’inscrizione non haguari indicata, e amica penna pub-blicò alcune notizie biografiche.

Antonio Menbgukiu.