ani"!
BERTI (Francesco), nacquenel ducato di Parma in una terrade’colli vicini, d’onde poi tossi incittà per cagione degli studi, e vicompì quello delle matematiche.Essendosi nell’anno 1807 inco-minciato il catasto, ed essendoviallora stato nominato geometra diseconda classe, ebbe egli così as-sai per tempo il destro di avvia-re le sue occupazioni ad un og-getto bastantemente vasto ed im-portante; nel die pose ogni suostudio. Correndo l’anno 1808 eb-be la nomina di geometra di pri-ma classe; ed in questa carica nonsolo riuscì utile pel maestrevolemodo con cui disimpegni) le fun-zioni del suo impiego, ma contri-buì eziandio alla migliore istru-zione degli altri, avendo egli po-tuto allevare ai precetti e alla pra-tica non pochi i quali vennerodappoi nominati èssi pure geome-tri ed enmlarouo nello zelo e nel-l’operosità il valente maestro. Bel-1’ argomento del credito che ilBerti godeva in allora fu la no-mina ottenuta nel i 8 i 5 d’inge-gnere verificatore delle operazio-ni del catasto con incumbenza diriordinare i lavori per la parte ma-tematica.
Trovandosi in cpiesto posto e-minente formò il disegno di coor-dinare i lavori del catasto con lageografia de’ducati, e propose atal uopo la formazione di una car-ta corografica de’medesimi, ac-cennando le osservazioni geome-triche che dovevano servire di fon-damento, e ricorrendo a metodifino allora non conosciuti nella pra-tica nostra, e che riuscirono digrande utilità . Ebbe poi carichionorevoli nella formazione dellacarta militare promossa daU’ 1 . R.Governo austriaco, e que’lavorigli fruttarono lode dagli scienzia-ti. E quando il celebre Carlini, a-stronomodi Brera in Milano, por-tossi a Parma nel 1822 d’ordine
del governo austriaco per compir-vi diverse osservazioni di latitudi-ne e. di longitudine, fu il Bertiincaricato d’ ufficio di accompa-gnarlo, ed esso pure prese partealle medesime. Laonde quel va-lente astronomo ne fa lodevolemenzione in una corrispondentememoria stampata in seguito alleEffemeridi del- 1824. Ma il cata-sto, nella cui formazione egli siera occupato dalla sua carriera, ea cui aveva di poi consacrata ope-ra ancor maggiore, gli prestavapur sempre argomento continuodi studi e ricerche : quindi tra lesue memorie si trova una scrittu-ra tendente a dimostrale la pos-sibilità di perpetuarlo e conti-nuarlo co’massimi vantaggi pub-blici e privati che si possano daesso ottenere. Questo pensiero diper sè stesso ci pare tale da farglimolto onore. Nò meno l’onora ilmodo con cui nelle varie vicendedella vita {e non gliene mancaro-no di disastrose) ha saputo con-servare il carattere d’uomo one-sto, integerrimo, leale e probo. IlBerti morì in Parma nell’età diquarantanove anni agli 11 mag-gio del i 855 .
MlCHElE SARTORIO.
FA VALLI PARISI (Cesare),celebre giureconsulto. In Ferrara,sua patria , studiò ragion civile,ed ottenne 1’ onor della laureal’anno 1698. Giovinetto ancora fueletto a professore di diritto nellapatria Università. JSel quale uffi-zio diede tali prove di buon inge-gno e di retto sentire, che nonmolto dopo fu chiesto in Padovaprofessore in quella illustre Uni-versità. Vi aderiva il Favalli, eperchè un tal uffizio gli tornavaa sommo onore, e perchè l’asse-gnamento propostogli non si po-tea da lux trasandate nelle nonprospere circostanze della sua fa-miglia. Quivi adempiè, plaudenti