Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
280
JPEG-Download
 

a8o

doti. Girolamo Baruffateli intor-no al libro: Difficoltà proposte.Trovasi colla lettera del Baruf-laidi.

G. M. Bozoii.

BOFFA (Giovanni Francesco),nacque in Cremona l’anno 1778.Studiò musica nel celebre conser-vatorio di Napoli. Tornato in pa-tria e morto il valente Arrighi, fucreato maestro nella cappella dellacattedrale di Cremona. Nudritonelle opere dei Paisiello, de’ Du-ranti, del cremonese Gonella edell’Haydn, si era egli fatte pro-prie non poche inspirazioni di quelloro stile classico, grave, patetico,vario, magnifico, sublime. De’va-rii generi musicali gli piacquesopra tutti il sacro, e dettò copiagrande di messe. Compose altresìcanoni e fughe con tanta sapienzamusicale, che era in ciò a ninnosecondo. La musica sacra del Bof-fa era maestosa con semplicità,solennemente modesta, con iscel-tezza d’ornamenti, severa , condolcezza di svariata melodia, ca-stigata così nell’ invenzione deltutto, come nell’imitativa ragionedel canto gravemente condotta.Fornito di eccellenti prerogatived’animo, mancò con dolore deisuoi concittadini il giorno 2 feb-braio del i 855 in Cremona.

Michele Sartorio.

EMILIANI (Emiliano), nacquein Faenza a’21 di febbraio del-l’anno 1682 da nobili genitori.Ricevè la educazione quale si con-veniva a’natali donde originava:i genitori di lui non risparmiaro-no nulla per farlo colto nella men-te di buoni ed eletti studii. Eglicotanto in essi trasse innanzi,chela patria cominciò a pregiarsi dilui in quella età in cui soglionsi lo-dare i giovanetti per le belle spe-ranze che di sè danno. Ebbe sèm-pre inclinazione alle belle lettere

c in singoiar maniera alla poesia.Avea appena diciotto anni quan-do fu aggregato socio agli Arcadidella Colonia del Lamone, e agliIncitati, poetiche accademie, cheebbono vita sino dal ib'oo. Giuntoin quella etcì, in cui l’uomo suoleabbracciare uno stato, egli si ap-pigliò all’ ecclesiastico. Rimastavacante 1 ’ Arcipretura della insi-gne Collegiata di Cotignola, fuelevato a quella dignità, sebbenenon avesse che ventotto anni. A-mante com’ erai della sua quiete,condusse mai sempre una vita ri-tirata, intento soltanto al disim-pegno de’proprii doveri, e a que-gli studii che formavano le suepiù care delizie. Fu sommamentestudioso della lingua, e trattò conmolta efficacia la lirica poesia, se-guendo le orme del divino Pe-trarca, senza però farsene servileimitatore. Le sue poesie tenneroil primato fra quelle de’suoi con-temporanei sì per la novità deipensieri, che per lo stile, il qualefu sempre bello ed eletto. I suoicomponimenti versarono sovra ma-terie sacre e morali, che non glipiacque trattare altri argomenti;e si trovano stampati in più rac-colte e particolarmente in quelledel Ceva e del Gobbi. Corse lon-tano dalla consuetudine del suosecolo; fu meritamente lodato perfelice industria nel verseggiamen-to, come trovasi scritto dal cele-bre Crescimbeni nel tomo 17 p.265 della Storia della volgarepoesia.

Esrli lasciò molte liriche com-posizioni, che non videro la luce,perchè nel fior degli anni lasciòle spoglie mortali, onde volare làdove le anime buone hanno uneterno riposo. Spirò il 1 rf novem-bre 1716 nella età di 52 anni.

G. M. Bozon.