PRINETTI (Gaudenzio). Que-sto valente pittore e plasticatorenacque in Novara a* 21 gennaiodel 1760, da padre assai espertonell’arte della scultura metallica.Mandato a Bologna nello studiod’ Ubaldo Gandolri, esimio pittoree plasticatore anch’ esso, vi fecerapidi progressi, e nel 1791 ot-tenne dall’ accademia Bologneseil premio d’ una medaglia d’ oroer un bel gruppo di statue. Eb-e di poi frequenti occasioni didar saggi della sua abilità nellaplastica e nella pittura. Verso lafine del secolo XVIII, tornato inpatria, ottenne varie commissionionorevoli da parte del cardinaledi Martiniana, del Cavaliere Giu-seppe Longhi, del conte Basilio.In Novara e nel territorio sì tro-vano sparse opere di sua manomaestrevolmente eseguite. Nellateorica del pingere ad olio, a buonfresco ed a secco era dottissimo ;corretto aveva il disegno, nè man-cava d’ armonia nel colorire , ma isuoi quadri, i suoi affreschi lascia-no molto a desiderare, risentendoessi di certa qual crudezza, e nonessendo troppo finiti. Ebbe inveceun merito incontrastabile nellaplastica. Le statue del battisteriosono un capo lavoro; maestosi ibusti della casa Milanesi, e tra lestatue di s. Gaudenzio celebri pro-fessori di scultura ne indicanoparecchie condotte con singolareperfezione. Tenne il Priuetti delfare grandioso del suo maestroGandolfi ; e Pelagio Palagi giudi-ce autorevolissimo in oggetti diarte, appena vedute quelle statue,indovinò il maestro dell’ artistanavarese. Il Prinetti mori d’ apo-plessia nel a 5 gennaio del 1 855in Novara.
Michele Sartorio.
CODRONCHI (Nicola), na-cque in Imola il 20 aprile 1731 edalla patria e al casato accrebbe lu-
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stro e decoro : perchè già rapida-mente corsi gli studii delle amenelettere e della eloquenza sotto ladisciplina de’ Gesuiti, e con pub-blico saggio nelle materie di filo-sofia sperimentatosi non ancoracompiuti gli anni 16, potè dallostesso genitore nelle matematiche,delle quali era egli peritissimo ,essere ammaestrato. È col magi-stero di quella scienza sublime,illuminando la mente già ordinataa diritti giudizii e scorto da pre-cetti delibati dalla scuola non fal-libile degli antichi esemplari, con-formò la scrittura alla altezza delpensiero, alla cultura dello spiritoed al candore dell’animo; nè igravi studii della giurisprudenzacui tennesi in Roma applicato(insegnatore monsignor Giovan-nardi concittadino di lui, e fiorede’ giureconsulti ) gli tolse di col-tivare la poetica, alla quale senti-vasi per tal guisa inclinato, chepoco oltre il terzo lustro di etàbastò a dettare alcuni componi-menti i quali resi pubblici con lestampe trovarono grazia e lodesomma ne’ cultissimi di que’ tem-pi, e si pure in Arcadia alla cuiaccademia appartenne col nomepastorale di Gratino. E sono ne-gli scritti di lui altri saggi in talgenere di lettere che a miglioripoeti, onde la città di Santerno sionora, il pareggiano: che se comene sono degni verranno presen-tati al pubblico giudizio, ben sifarà manifesto aver egli con artemaestra saputi attingere da cia-scuno de’più valenti Imolesi queimodi sceltissimi onde le loro ope-re di bella luce risplendono nel-1’ italiano parnaso. 11 carme in fat-to robusto e nervoso tal come li-sciva dalla penna di Antonio Zam-pieri, e castigato ad un tempo edelegante, quale il vedi in Camil-lo , muove nel Codronchi conquella spontanea e nobile sempli-cità che t’invaghisce nel Ganti;