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[Volume terzo e volume quatro.]
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morale, e civile istruzione deigiovani a’ quali col più potentedei precetti, l’esempio, era di bel-la guida e di stimolo ; e per l’im-portante buon regime delle acqueoperoso ; e di quant’ altro potevainteressare il pubblico vantaggiostudiosissimo: nè mancavano aimendici dalla mano benefica dilui generosi soccorsi i quali seppeprovidamente elargire, anzichéad alimento dell’ ozio, a meritatosollievo della vera indigenza. Illi-bato del costume e per la esqui-sita erudizione della quale era for-nito nella sociale consuetudinepiacentissimo, con la serena calmadel giusto vide giungere l’ora e-strema del vivere, che a’suoi caried alla patria il rapì nel giornoi 5 novembre 1818, in età di an-ni 67 : e della acerba morte di luiamaramente si dolse !’ universaledella città desolato per la perditairreparabile di quest’uomo chia-rissimo nel quale si ammiraronocongiunte a sapere profondo in o-gni maniera di scienze e di lette-re, integrità di vita e doviziosocorredo di ogni bella virtù.

Tiberio Papottj.

CALLOUD (Pietbo), nacquein Modena. Appena compiuto ilcorso degli studii acconci ad otte-nere dalla patria università la li-cenza di esercitare la professionedi speziale, si trasferì a Veneziaove aprì una farmacia. Nell’annoiyy 5 fu aggregato siccome sociostraordinario alla facoltà medica,e ciò in premio d’una sua tradu-zione dal francese del Metodo dinomenclatura chimica propostada Morveau, Lavoisier ec.,Vene-zia, 1791, in 8. Indi pubblicò un’opericciuola sua propria intitola-ta : Saggio sopra alcune falsifi-cazioni ed inesatte preparazioniec., Venezia, 1802. Negli anni fu-nestati da malattie epidemiche ot-tenne varie pubbliche incumben-

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ze, e come uffiziale di sanità e inoccasione del tifo passò ora a Mon-te Ortone, ora a Chioggia. Abbi-sognando di quiete, nei 1814 ces-sò da ogni impiego farmaceutico,pago di spendere il restante de’suoigiorni nella sua farmacia. Morì ingennaio del i 855 nell’età di 80anni in Venezia.

Michele Sartorio.

TUMICELLI ( Jacopo ) . Semen vacillante fosse stata la salu-te, meno breve la vita di JacopoTurnicelli, gli annali della pittu-ra an drebbe 10 superbi dì un gran-de artista. Nato a Villafranca, po-co lungi da Verona , l’anno 1 784da genitori onesti, ma poco agiati,dovette consacrarsi a quegli studiiche gli si rendean necessarii perprocurarsi un qualche onorato edutile impiego. Ma che? a’vent’an-ni sentì di esser nato per trattareil pennello, e malgrado le saggieriflessioni della famiglia, e più l’a-spetto dell’imperioso bisogno, in-vocò da Saverio della Uosa assisten-za e favore per iniziarsi in quellacarriera. Se assai mediocre era ilmaestro , mediocri non furono iprogressi dell’allievo che aveasi leinspirazioni della natura. Nulla-meno, prese il partito di cangiarcielo e di andarsene a Milano perdilatare le proprie idee, per istu-diare i modi, gli artilizii delle va-rie scuole, e preferire, senza darnel servile, quella maniera che piufosse a seconda delle sue disposi-zioni. E saggiamente, che la schia-vitù e ia licenza nuoccion del pariagli artisti. li cieco imitatore nonè mai originale, e chi vuol decli-nare di troppo dal cammino tenu-to dagli altri, dà nello strano e nelbizzarro. Trasse da’suoi studiigran giovamento, e tale da meri-tarsi la estimazione dei veri cono-scitori dell’arte; ma non per que-sto vi avea chi gli ordinasse unquadro di lunga lena, forse perché