ma la poesia e la pittura non an-dranno mai debitrici di opere de-gne del cedro ai creatori estem-poranei di carmi e di tele. Più diuna tenera madre co’suoi pargo-letti, tenea gli occhi fissi in quelmodello; ma severo ad un tempochiedeva a se stesso ragione di tut-to , per correggere inesorabilechecche da una saggia critica con-sentito non fosse. Se non che latisi sempre più minacciava i suoigiorni, e il Zecchinelli, che alta-mente pregiava la scienza e le bel-le doti di cuore del suo ammalato,era oltre ogni dire dolente di nonpoterlo salvare. 11 Tumicelli sen-tiva somma gratitudine per tantoaffetto, e malgrado un filo di vita,con quelle mani scarne, eh’ eranomani di morte, volle farue il Ri-tratto. Da lì a non pochi giornispirò. Ciò avvenne 1 ’ undecimodel 1825 nella fresca età di qua-rant’anni. Bernardino Renier o-norò la memoria di tanto artistacon una làpide posta nel pubblicoCimitero di Padova. Agostino Sa-gredo non volle esser da menodello zio Renier. Nella seduta or-dinaria del 5 gennaio 1821 lesseall’Ateneo di Venezia alcuni Cen-ni biografici dettati con moltosenno. Pochi lavori ci lasciò il Tu-micelli oltre gl’ indicati. Fra i di-pinti ad olio abbiamo un quadret-to rappresentante La fuga di E-nea dall' incendio di Troia , un■>’. Giovanni Ballista nel deserto,un Ritratto della Ferrari Rosinidi Verona. Fra le miniature v’hauna Testa della Vergine di gran-de bellezza , ed un Ritrattino dipicciolissimo diametro, che il som-mo artista fece di se stesso assaigiovane, prezioso lavoro di cui vasuperbo chi dettò queste brevinotizie.
Antonio Menegheili.
MARSELLA ( Domenico Anto-«10). Di Nicola Marsella c Yitto-
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ria Pellegrini , famiglia notevoleper agiatezza , civiltà e specchiatareligione, nacque Domenico Anto-nio in Arpino a’6 di aprile 1 1.
Fin da’ primi anni diè certi segnidi bella virtù, e del vigoroso inge-gno che aveva sortito. Maestro nel-le prime lettere gli fu il canonicoVincenzo Belmonti ; nella grama-tica ed umane lettere il p. Alessan-dro Sargalli eh. reg. di s. Paolo .Ad attingere in più largo campo aifonti delle scienze collocaronlo igenitori in Roma presso lo zio ma-terno Benedetto Pellegrini che av-visò dapprima inviarlo all’ univer-sitàgregoriana ove apparasse il gu-sto e 1’ eloquenza latina dal Lago-marsini , dal Cunicb e dall’ Am-brogi che lo ebbero caro oltremo-do. Volle il Pellegrini che di làpassasse al collegio Calasanzio ovenella fisica, matematica, etica, eteologia ebbe maestri i p. Simi,Feltri e Voerena. Compiuti moltofruttuosamente studi siffatti udìleggi nella Sapienza dal corso Mat-tei , e dal celebre mons. Devoti.Giunto il Marsella a quell’ età incui 1’ uomo sceglie lo stato di vitacui am 1 attenersi, pieno il cuoredi salda pietà e dispregio del mon-do, fermò rendersi certosino. Ma ilpadre che in lui primogenito ognisperanza ponea, studiò distorlo atutt’ uomo da tale proponimento,e vi riesci; non valendo però adimpedire che l’ecclesiastica carrie-ra non intraprendesse. Le lodi disua costumatezza e sapienza mo-vean frattanto a volerlo presso disè il co. Camillo Scutellari di Par-ma, che qual nobile familiare delprincipe Giulio Cesare Colonnadi Sciarla nel palazzo di questi di-morava . Anziché tal cosa incre-scesse al principe , piacquegli ol-tremodo, e tanta stima e benevo-lenza pose nel Marsella, che torna-tigli da Napoli i nipoti dott. Maf-feo, dott. Ettore e dott. Prospero,lo diè loro a precettore, officio eh e