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[Volume terzo e volume quatro.]
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stessi pubblici offizii, ai quali nel-l’età sua più matura venne innal-zato , non avendolo mai rimossoda questa città, egli rimase lonta-no dalle vicende che segnaronocon varia fortuna la vita d’ altrinomini illustri, e ne fecero quan-do lieta e quando infelice la storia.La storia di Aglietti non fu ornaipiù che quella delle opere sue edella sua grande rinomanza.

Primo strumento di bella ripu-tazione per Aglietti fu il Giornaleper servire alla storia della me-dicina di questo secolo, al quale,ideato da lui e dai due condisce-poli suoi che.lio ricordati più so-pra , il Gualandris e il Gallino ,posero niano questi tre giovani a-nimosi col cominciare dell’anno1 ^ 85 . Ad aiutare quest’opera e so-stenerla concorsero i migliori me-dici e chirurghi di quel tempo: ilPanzani cioè, il Fauzago, lo Zu-latti, il Bondioli, Carradori, Pez-zi , Mandruzzato , Brugnatelli , itre Malacarne, Palletta, De Mar-chi, de Carro, il Caldani, e moltie molti altri; fra’quali era pure ildottore Giovanni Capodistria, chefu poscia Ministro di Russia e Pre-sidente infelice del Governo dellaGrecia. F quando il Gualandris eil Gallino uscirono di Venezia , ilprimo Protomedico a F'eltre, il se-condo Professore a Padova, Agliet-ti rimase solo a dirigere il Gior-nale ; come solo diresse nel segui-to un Giornale letterario, che colnome di Memorie per servire al-la storia letteraria e civile comin-ciò ad uscire in luce nell’annoi^gS (1). E questo pure ebbe acompilatori i più distinti letterati

(1) In que’tempi stessi, e precisa-niente negli anni 1 Aglietti curò

la bella edizione di tutte le Opere delco. Francesco Algarolli, falla qui inVenezia da Carlo Falese ; edizione allaCui felice riuscita contribuì non pocoil buon gusto di Aglietti, e che fu da}ui dedicala a Federico II. re di Prussia.

d’ allora, com’ erano l’Assemanni,il Bramieri, il Francesroni, G.G.de Rossi, il padre Pozzetti, il pa-dre Buonafede, 1 ’ab. Lanzi, l’ab,Pietro Zugliani, e il Dossali, l’fi-livi, il Greatti, Dalmistro, More-lli, Luigi Bossi, G. B. Gorniani^,Jacopo Filiasi, e altri e altri in piùnumero che non dico. I lavori ditanti e così valorosi medici e let-terati, ai quali Aglietti unì soven-ti volte iproprii, sollevarono queidue Giornali a molta e sollecitacelebrità, che il tempo ha confer-mata , e che non potrà scemaregiammai; almeno finché rimarran-no in onore la sodezza degli studii,la lealtà dei fatti, eia giustizia deigiudizii. Ambidue cessarono nel-1’ anno 1800.

Agli articoli che Aglietti depo-se nei Giornali suddetti segue,nell'ordine del tempo, il Viscorsaaccademico eh’ egli pronunciòquando, nominato Professore dimedicina pratica nell’ Ospedale diquesta città , venne aperta quellascuola ; Discorso ch’ebbe per ar-gomento La costanza delle leggifondamentali dell'arte medica, eil quale fu dato in luce nell’annoseguente, eh’ era il i8o/|. Mirò inquel Discorso a dimostrare, che inmezzo ai perpetui rivolgimentidella medicina, dai primi tempidell’arte fino a noi, il fatto fonda-mentale della pratica rimase co-stantemente lo stesso, e stette maisempre nell’adempimento di queidue precetti ippocratici di mode-rare la sfrenala violenza dei mo-vimenti morbosi, o di attaccarnela vacillante inerzia: conchiusio-ne che giungeva opportuna sulcominciare del secolo presente ,quand’era ancora in molta famala dottrina del riformatore scozze-se. Alla quale corse voce in queltempo che Aglietti si accostassepiù assai, che permesso non fos-se a medico prudente ; ma fu vé-ce meuzogueru ; che in questo