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[Volume terzo e volume quatro.]
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cagione prossima di molte mortiimprovvise , e di tormentosissimee stranissime affezioni , che conprogresso più o men rapido di-struggono la vita ; e vide purecom’ essa potesse coesistere coll a-neuristna, del quale, seguendo ò,come Aglietti stesso si esprime,confermando (i) intorno al mec-canismo della sua formazione ledottrine di Monro , di Palletta edi Scarpa, la disse principale , senon forse sola cagione produttri-ce ,• e paragonando i fatti anato-mici riscontrati ne’ cadaveri coifenomeni offerti dalla clinica ne-gli ammalati di aneurisma e inquelli di angina del petto, vennein queste due conchiusioni finali:V aneurisma aortico prodotto dal-la litiasi essere in ogni caso unfenomeno di questa malattia , dinatura ed essenza affatto confor-me , nè da potersi considerarequal affezione puramente passivaoriginata da specifica lassezzadel sistema arterioso; e doversinel maggior numero dei casi con-tai) Un cotale, che copri l’onta delproprio nome con le lettere A. X. X.,adulterò pure questo passo d’una scrit-tura di Aglietti, e alla parola confer-mando, usata da quest’ultimo, sostituìl'altra rettificando. Quanta ne sia la di-versità ognuno lo vede da sè ; ma nonognuno, che non sia medico, può cosidi leggieri sentirne 1’ importanza : sepure v'ha importanza in queste pover-tà, fatte ancora più misere dagli anniche vi corsero sopra. Ecco come sta ilfatto: Monrò, Palletta e Scarpa inse-gnarono nelle opere loro, che tutti glianeurismi nascono dalla rottura dellepareti arteriose. Aglietti, che scrivevanell’anno 1809, adottò questa dottrina,e gli parve anzi d’averla confermata.Le lunghe e pazienti ricerche anatomi-che da me istituite dopo quel tempo,mi condussero a convincermi, e posciaa dimostrare in modo evidente, che, senon lutti, certamente il maggior nu-mero degli aneurismi nascono, non giàda rottura , ma bensì da vegetazionemorbosa delle pareli delle arterie; dif-ferenza immensa, non solo per l'anato-

siderars T angina pectoris qualpura e mera derivazione della li-tiasi aortica.

Queste due conchiusioni, e ifatti dai quali Aglietti le derivò,non otterrebbero, ove la sua Dis-sertazione ch’è tuttora inedita ve-nisse pubblicata al presente, quel-1’ applauso che meritamente a-vrebbero conseguito nel t8og: per-chè le dottrine che allora eranorare e circoscritte a pochi, ora,mercè i progressi dell’ anatomiapatologica, sono fatte comuni e digenerale insegnamento; e le co-gnizioni, per le quali davasi giu-sto vanto di sapienza ad alcunimedici di quel tempo, segnereb-bero con nota d’ignoranza i me-dici del nostro, che ne andasseroprivi. Ma questa stessa mutazioneparlando della medicina veneta,è opera principalmente d’ Agliet-ti, all’esempio del quale cercaronoposcia d’ accostarsi coloro che vi-dero maravigliando dimostrati dal-l’evento e dalla dissezione dei ca-daveri F aggiustatezza delle sue

mia patologica, ma più ancora per lapratica medicina . Il cotale suddetto ,con sostituire il suo rettificando al con-fermando di Aglietti, vorrebbe metter-mi a ruba e togliermi quel picciolovanto. Vedi impresa nobilissima, e mol-to onorevole alla memoria di Aglietti!Del resto, chi aver volesse la pazienzad’ occuparsi di queste inezie, legga apag. 86, Jin. 12 della Sessione pubbli-ca della Società di medicina di Vene-zia (Picotti 1811 ), dove Aglietti rendeconto della sua Memoria sulla litiasidelle arterie ; e poi legga a pag. 22,linea penultima, della Sessione pubbli-ca dell Ateneo Veneto del dì 12 giugno181dove lo stesso Aglietti rende con-to della mia Memoria sull origine deglianeurismi interni spontanei : e troveràdeciso da un giudice competente, qualera senza dubbio l’Aglietti, a chi ap-partenga il qualunque siasi merito diaver rettificate le dottrine, che in queltempo correvano, intorno all’ indole es-senziale e alla provenienza degli aneu-rismi.