3 o 4
medesimi che avea beneficati) fuarrestato , perdette l’impiego dimedico del Forte di Civitella, esoffrì altre disgrazie. Abbandonòtosto quell’ingrata patria , e por-tossi in Teramo , dove trovò ami-ca ospitalità, e dove morì ai 18dicembre 1812. Il suo cadaveregiace nella chiesa dei Duomo inun’angolo ignoto, ma la fama piùgiusta degli uomini ricorda il suonome onorato per tutte le parti,ed il suo Poema è un monumen-to , di durevole rinomanza.
N. N.
ARCELLAZZI(Stefano). Na-cque nel borgo di Canzo in Brian-zal'anno 1768.Sostenne onorevol-mente l’impiego di giudice a Lec-co e a Modena sotto il regno d’Ita-lia, quindi a Casalmaggiorej e perultimo di consigliere pretore inVarese. Pubblicò i Commenti alcodice penale che diedero moltischiarimenti su questa difficile ma-teria. Una bella immagine dellesue qualità come padre , figliuoloed amico e’ ce la lasciò nelle lette-re da lui dedicate al suo figlio Ce-lestino , tutte vòlte a prefiggereuna norma sicura all’ uomo perben condursi nelle diverse vicen-de della vita sociale. Abile in piùd’un’arte cavalleresca, dettò un’o-pera universalmente apprezzatasull’ arte di educare ed ammae-strare i cavalli. Lasciò altri scrittiinediti, ove per tutto splendonol’eleganza dello stile, l’ingegno ela filantropia dell’autore. i\el gior-no 27 aprile del 1 855 per una pia-ga apertaglisi in una gamba , di-venuta poi gangrenosa, morì l’Ar-cellazzi fra il sincero universaledolore. Anima ferma«e robusta, at-tività senza pari, mente illuminatada indefesso studio , cuor genero-so e giusto: ecco le prerogative chelo rendettero un prezioso magistra-to nell’ onorata carriera da lui cor-
sa fra la benedizione dì quanti ilconobbero-
Mighelb Sartorio.
ANT 1 NORI ( Antonio Lodo-vico ) , erudito. Nacque nella cittàdell’ Aquila non prima del 24, nèdopo il 26 agosto 1704. di Giacin-to, Bolognese, e di Flavia Vallacci,Napoletana. Di tre lustri fu dato aeducare al preposto d. Nicolò Guac-ci, che lo innamorò dell’antico la-tino : indi mandato a Napoli diedeopera agli studi d’ ogni maniera,ed ebbe laurea nel giure. Fatto sa-cerdote non rimase inoperoso, efu stimato non solo pel poetareimprovviso, ma per cognizioni diantichità ; tanto che niuno megliodi lui fu giudicato poter raccòrròciò che toccava il rito di s. Gem-ma. Girò 1 ’ Abruzzo per trovareinscrizioni e monumenti , e moltis-sime di quelle fornì al Muratoripel suo iVocuv auliquaruin inscrip-tionum thesaurus. Venuto in famaed onorato da’prUicipali della cor-te fu nominalo dal re arcivescovodi Lanciano: donde dopo nove an-ni passò del 1754 alla metropoli-tana di Acerenza e Matera. Maper la sua quiete poco appresso siritirò, e morì in patria il i.° mar-zo 1778. Il Muratori chiamavaioegregius juvenis atque erudìtusquando nel t. yi. Antiq. Ital. me-dii aevi publicava l’opera di luiricca di monumenti , iuscrizoni enotizie col titolo — Ad hisloriamAquilatiam Introducilo ec. a sae-culi y fine ad an. usque 1260CoLLedio — e così alcuni brani distoria aquilana in lingua patriadel XIV e XV secolo , ed unaCronica Aquilana , ed un Calalo-gus Ponti/. Aquilan. abati. 124 iad. an. 14^72. Drammi sacri, cantiepitalamici, e genetliaci in buonnumero avea scritti 1 ’ Antinori ;ma li diede alle fiamme; non re-stando di lui, che qualche souetto,uno de’quali nella lleg. Massici t.