della luce nel sistema neutonia-no ; e quello slesso istituto nomi-navaio all’onorevole incarico, cheegli non accettò, di membro perportarsi a Parigi compagno al eh.prof. Franchini , a conferire conP Istituto per la fissazione defini-tiva dell'unita de' nuovi pesi e mi-sure secondo /’ invito del ministrodelle relazioni estere della repub-blica francese , trasmesso dallacommissione del Direttorio esecu-tivo{letlera del presidente del con-solato De Matthaeis, e del segre-tario Passai, 22 pratile , anno ridella repubblica francese) : e inRoma pure nelle continue eserci-tazioni de’suoi studii, e nella fre-quenza di comunicare con tantiletterati amici, cercava sollievo al-l’animo afflitto per la perdita chevi fece (nell’aprile 1796) del suogiovane allievo rapito per febbremigliare a tutte le più belle spe-ranze.
Gli sconvolgimenti di Roma perla francese invasione, colle altretristissime conseguenze, portaro-no anche la miseranda dispersionedelle migliori biblioteche di quel-la prima sede della sapienza; e lau-tissima copia di scelti codici, e divari e preziosi libri trovava.si facil-mente presso di ogni libraio. Neidue ultimi anni del suo soggiornoin quella capitale il Francesconi,a quell’ epoca già grande conosci-tore per pratica della bibliografia,potè perciò soddisfare largamentealla sua insaziabile, non so se deb-basi dire smania o avidità di pos-sedere quanti più librigli consen-tiva la sua borsa di acquistare. Equesta nobile passione di aversipropria e ricca biblioteca, passio-ne che, come meglio ha potuto,secondò fin che visse, gli era natanei primi anni del seminario; edin seguito assai gli s’accrebbe inPadova nel ricco e fiorente nego-zio del notissimo libraio Carlo Sca-pili, detto dal Francesconi, nel ri-
3 o 7
tratto che gli fece incidere in Ro-ma : Libraio di mente , galantuo-mo di cuore.
Accompagnato da una pregevo-lissima collezione di codici, di mi-niature, di libri, di reliquiari pre-ziosi, di stampe in rame, e di cen-t’altri oggetti pertinenti tutti al-l’erudizioni di Roma antica e mo-derna, nel novembre del 1798,trasportavasi il Francesconi a Fi-renze. Ed altra bella testimonian-za di continuazione nei suoi studiha dato in leggendo alla reale Ac-cademia di quella città , nell’ adu-nanza del 4 di luglio 1799 , il di-scorso che trovasi nell’anno stessoivi stampato per il Brazzini in 8.,col titolo : Congettura che una let-tera creduta di Baldassar Casti-glione sia di Raffaello d’Urbino. -Questo discorso, che si attacca allelodi del magno Raffaello, fiorito discelta erudizione e di bella forzadi ragionamento, venne approvatoed applaudito così, che per uni-versale consentimento de’ dottiquella lettera essere propriamentedi Raffaello non fu già più conget-tura, ma bensì una vera dimostra-zione. Nelle varie annotazioni eru-dite apposte in Firenze a questodiscorso, diretto nella stampa al ce-lebre cavalier Angelo de’con ti diElei, il Francesconi egli stesso , eforse senza avvedersene, ci porgeuna prova assai convincente dellasua memoria maravigliosa, confes-sando ingenuamente (faccia 118)eli egli lontano dai suoi fogli dagran tempo scritti, e dai libri a taloggetto segnati (i fogli e i libri era-no in Padova), ha dovuto talvoltacontentarsi della propria memo-ria. E ciò non pertanto quelle co-piose annotazioni e di testi e di da-te vi stanno esatte e sicure.
Recatosi da Firenze a Padovane!
5 di giugno del 1800, dalla Sca-piniana di Papà (cioè dal negoziodel suddetto Scapin a cui per affe-zione dicoa papà) inviava al dotto