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cronologico: affinchè si vegga laprogressione da lui osservata nellesue studiose ricerche, e si conosca-no le materie delle quali facealescopo. Più volte ritornò alla tratta-zione dello stesso soggetto, e cer-tamente per migliorarne le prove,ma fors’anche perchè non credevadi aver mai detto abbastanza, tan-t’ era in lui la piena delle idee edella erudizione ad ogni proposito.Più volte di fatti si trattenne sullaspiegazione di un passo di Timeodi Locri, più volte sull’argomentodelle Vestali, più volte su Raffael-lo d’ Urbino, e più volte suglistessi cari soggetti della sua fisicasperimentale.
Ed a ciò che si è detto del gran-de amore che egli in tutto il tem-po del viver suo ha posto nell’ ac-quisto di molti libri sta pur benedi aggiugnere, che grande ancheprovava la compiacenza nel ceder-li facilmente alle ricerche desiliamici, e spesso nel prevenirle perla cordiale via del dono. Di tal suomodo di frequente ed operosa cor-dialità varie testimonianze potreiqui riportare , ma valgano sopratutte quelle che si leggono nelCatalogo dei Novellieri Italiani ,compilato da quel fiore della pa-trizia cultura che fu il conte An-tommaria Borromeo.
Nè solamente preziosi libri, mapregiati autografi di scelte scrit-ture inedite e di lettere e di ori-ginali disegni concedeva egli fa-cilmente alle inchieste degli ami-ci. E tal ricercata merce gli veni-va di proprietà per gli acquisti cheandava spesso facendo. Tra i qualiacquisti ricordansi specialmente ida lui fatti in Venezia dal nobileG. Gradenigo, e dalle patrizie caseNani e Da Ponte, copiosi di do-cumenti spettanti alla storia diquella repubblica.
Un altro acquisto importanteavea egli fatto in Venezia daGiammaria Sasso, e fu di molti
disegni incisi in rame a contorni,e rappresentanti vari dipinti afresco in Padova , e per opera diGiotto, e principalmente per ope-ra di Andrea Mantegna, nella in-tenzione di unirli ad altri, ch'eglinello stesso modo fece incidere inseguito (Vedi Moscliini, Guida diPadova, Venezia , i8ii, in 8., fac-cia q'2 ) al fine di pubblicarli col-1’ opera che avea in animo di scri-vere, la Padova pittrice. Ma, perquanto io so, al lavoro di quell’o-pera, dagli amatori e scrittori del-le belle arti pur tanto desiderata ,e quasi promessa come vicina allastampa ( V. nel eh. Meschini laGuida suddetta) ilFrancesconi, inaltri studii impegnato, non attesemai di proposito, e niente di quel-la ha potuto dare alla stampa, enemmeno il discorso che nel 2 diagosto del 1818 lesse in Venezianella pubblica seduta della I. R.Accademia delle Belle Arti , di-scorso nel quale avendo detto edel Mantegna e del metodo cheproponessi di tenero nello scrive-re la Padova pittrice , qualcunoavrebbe potuto riguardare siccomeprodromo di quell’opera. Ho dettoche nemmeno quel discorso ha e-gli dato alla stampa, perchè nellanota posta alla faccia 25 del volu-metto Discorsi letti nell'I. R. Ac-cademia di Belle Arti in Vene-zia , in occasione della distribu-zione dei premi degli anni 1818,i8iq, Venezia, per Picolti, in 8.,si legge cosi: i>Qui dovrebbe stam-parsi F elogio di Mantegna lettodal chiarissimo sig. abate Danieledottor Francesconi I. R. Bibliote-cario di Padova. Ma avendo egliesposto in quella occasione un suodivisamente di pubblicare col bu-lino la Padova pittrice, parve nonsapersi poscia risolvere a staccardall’interno della sua prosa 1 ’ Elo-gio indicato. Dobbiamo a questaritrosa dubbiezza il grave ramma-rico di non poter inserire la sua