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Le spoglie di lui, con volonte-rosa e pronta adesione di quell’il-lustre Municipio, ottennero facil-mente distinto luogo di riposo egiusto titolo di onore nel venetocimiterio per cura del suo affet-tuoso nipote, il sig. ErmenegildoFrancesconi , consigliere pressol’Aulico Dicastero delle pubblichecostruzioni in Vienna.
La sua statura, se i posteri vor-ran conoscerla, fu più giusta cheelevata ; il volto niente timido eassai grazioso : facilmente tu ilcredevi uom dabbene, e volentie-ri uomo grande ( Tacito, Vita diAgricola, versione del De Cesare,ed eccone il testo: Quod si habi-tum quoque eius posteri noscerevelini, decentior qtiam sublimiorfuit; nihil metus in vultu ; gra-da oris supererai : bonu/n virimifacile crederes , magnani liberi-ter). (i)
Fortunato Federici.
GRILLENZONI (Giuseppe) ,pittore, nacque a Finale di Mode-na nel 1769 : di i 5 anni mandatoalle scuole del seminario di Ferra-ra, il tempo dato ai trastulli spen-deva nell’ imparare i principii deldisegno dal vecchio Francesco Pel-legrini : ai genitori di lui ricorde-voli di quel Giovanni, che onoròinnanzi la famiglia fondando aModena una dotta accademia, par-ve di secondare siffatta inclinazio-ne del figliuolo, e tre anni appres-si Questi cenni biografici furono pub-blicali in Venezia dalia tipografia Pletcol 1 itolo: Notizie intorno la vita e gliStudi dell'abate Daniele Francesconi,raccolte e scritte dall'abate FortunatoFederici, vice-bibliotecario (ora già e-lello l ibliotecario ) delti. R. Universi-tà di Padova. E noi gli abbiamo inse-riti nella Biografia, recidendone qua elai giudizii da altri riportali sulle Me-morie del Francesconi, pei quali riman-diamo all' opuscolo sovraccennato .
so lo condussero a Modena, doveper Èrcole III sorgeva una fioritaaccademia di belle arti sotto la di-sciplina di Giuseppe Sola, venutodi fresco dalle maraviglie di Roma.Il ben disposto giovine meglio siaddestrò nel disegno, e nel con-corso de’premi riportò la medagliaper un basso rilievo in plastica :bello della persona, e buon parla-tore , ed a miniare ritratti felice,era ricerco nelle conversazioni, ecoglieva la prima lode tra gli ugua-li. Di questi onori troppo si pia-cque ; onde il secondo anno profit-tò meno, e perdette al confrontode’condiscepoli. Ma ne segui que-sto di bene, che s’invogliò di girea Roma un altro anno, e a questodirizzò i suoi studi. In quella sededelle arti era fresca la memoriadel Mengs, e di Bottoni si diceva-no i pregi c i difetti : fiorivanoEnnio Quirino Visconti e il Cano-va, glorie d’Italia : sorgeva a bellosperanze il Cicognara. Grillenzo-ni entrò nella grazia di tali uomi-ni, e confortandosi dei loro esem-pi e precetti, veniva cogliendo ibei modi e le ragioni dell’ arte.Sendo in dipingere a olio, mandòa Finale il quadro del giuramentod’ Annibaie , che fu argomentod’ amore alla terra nativa, e indi-zio di una certa facilità di dise-gnare e comporre, non che dellaverità di colorire , cui la pittura dique’ di veniva cercando. Fu granventura , che si avvenisse nellagioventù del Camuccini, coi qualegodevasi improvisando e schizzan-do soggetti di storia romana: son-do una volta sulla collina di Tivo-li rimpelto al tempio della Sibillaa disegnare alcuno di que’ fattimafavigliosi. era così assorto, se-condo suo stile, che non si accorsedi alquanti malandrini armati : iquali dimandatolo che dipingesse,non gli fecero più che una bellapaura, ed ebbero rispetto all arte.Se coli’ardore, che cominciò, avesse