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[Volume terzo e volume quatro.]
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323
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udirono in Arcadia, dove, copersetutte le cariche , e nella Tiberi-na, dove fu presidente. Morendopregò la duchessa Caetani, che loassisteva , di dare rfl fuoco ogniscritto, che a significazione di g ra-to aniino le avea donato : così rin-novò l’esempio di Virgilio: vuoi-si credere, che la gentilissima ri-novasse quello d’Augusto. Giova-ne ebbe amici lo Stay, Ignazio deRossi, il Buonafede: adulto l’Al Ile-ri , il Monti, Ennio Visconti ,Giangherardo de Rossi, il Bianco-ni, il Pessuti, « Bartolucci, e Pa-lombi, e Finelli: vecchio fu rive-rito come maestro dal Perticali .Alla scuola di lui tolse il Giannil’improvvisare. Di cuor buonocon tutti, non abbandonò il Be-rardi nella malattia, ond’ era fug-gito dagli altri : gli fu cortese deisoccorsi proprii , e quelli dogliamici gli procurò. Alieno dalle ga-re, fu specchio a’ letterati. A Ste-fano Borgia cardinale valse d’ope-ra di lui in dettare comentarii la-tini di antichità . n Ebbe statura« poco vantaggiata ; ina per la« pinguedine pareva anche meno55 che non fosse: la pelle e le tin-si te fine e piacenti: i capegli ina-li nellati per natura : gli occhi vi-li vacissimi. Se ne vede la imagineil ritratta in rilievo, in colori, inil matita più volte assai. A me pia-li ce ricordare quella che Vinccn-« zo Camuccini famoso dipintorei> di questa età ne fece nella telan di Carlomagno, dove lo rappre-si sentò nella vece di Aluvino n .Così Luigi Cardinali nella Necro-logia ( Roma pel Contedini

in 4 )■ Anche Gio. Gherardo deRossi dettò un articolo necrologi-co : da’ quali fonti abbiamo trattequeste notizie, oltre quelle forni-teci dal eh. monsignore G. E. Muz-zarelli , degno cultore de’ buonistudii.

D. Vaccouni.

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GIAMPAOLO (Paolo ÌNicola),filosofo, nacque di Giacinto il dì i isettembre irSo in Ripahmosaninel contado di Molise, diocesi diBaiano : ne’ seminari di Lavino edi Boiano compiè il corso degli stu-dii con tanta celerità, elle chericoancora ebbe la laurea dottorale, etornato a casa fecesi insegnatorealla gioventù : venuto in filma disavio e buono , fu fatto canonicodella collegiata, e nel 1771) dal ve-scovo di Boiano chiamato a dettarefilosofia nel seminario, passò nel1787 ad insegnare filosofia e mate-matica nel seminario di Monteca-sino, finché il vescovo di Coiauodesideroso di averlo presso di sè lofece penitenziere della chiesa cat-tedrale, e nuovamente maesLro nelseminario: indi fu vicario a mous.Pignone del Carretto , vescovo diSessa; indi ancora a monsig. Tor-rusio, vescovo di Capaccio. La pa-tria, sempre cara alle animo gene-rose, lo richiamò, e fu arciprete diKipalitnosani e vicario generale :del 1807 da chi teneva la sommadelle cose, Giuseppe Bonaparte, fuchiamato nel cousiglio di Stato: del181 1 ebbe l’incarico della divisio-ne de’domani nella provincia diOtranto e dei due principati, e nofu rimeritato colla badia prelatiziadi Geritola: indi fu vicario regiodella diocesi di baiano, ed ispetto-re generale de’vescovati vacanti diLariuo, Termoli, Guardallìeri cdIsernia. Reduce Ferdinando I, eh*besi una pensione, e confermala labadia di Centola, e fu scritto allar. accademia delle scienze. Senten-do bene innanzi nella filosofia enelle matematiche , egli avea det-tate le instituzioui filosofiche sinodal i 8 o 3 : poi si avvisò di scrivereun Corso per istruzione do suoi ni-poti: dove prevalendosi de’lumisparsi dai moderni, non si lasciòabbagliare dallo apparenze, e conlucido ordine e sicuro giudizio pre-parava i teneri animi alle .-ciouzo.