Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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324
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Dilettandosi delle cose agrarie in-viò nel 1806 una Memoria al sig.Miot sulla riproduzione degli al-beri : e pose Cuori le Lezioni e ilCatechismo di Agricoltura per lescuole secondarie del regno (voi. 5 ,in 8, 1808): e con più larghezzapnblicò le Lezioni di Agricolturain 5 voi. ( Napoli 1819). Nella r.accademia borbonica lesse nel (822una Memoria Sugl' inconvenientidel sistema agrario , e sui mezzidi rimediarvi: un’altra nel 1826Sull' abuso della coltivazione deicereali di Molise ec.; ed un’ altranel 18 M) Sui difetti di agricolturadella più parte delle provinole delregno. Cessevi l’estratto delle ope-re di Julien, Impiego del tempo ,Abbozzo di lettura storica sull'in-fluenza delle donne in tutti i tem-pi presso le nazioni : e tra le altreuna Memoria Sui modi di rimedia-re all'immoralità proveniente dal-le ultime vicende politiche : e Vba-logio di G. Saverio Poli (1). Mapiù grave cosa sono i suoi Dialo-ghi sulla Religione, di cui due vo-lumi uscirono nel 181 5 , e altri duenel 1828. Viene mostrando, che lareligione è nata coll’uomo; che for-ma il primo convincimento dellospirito ed uno de’primi sentimen-ti del cuore; che la naturale è in-sufficiente a condurlo al suo futurodestino ; che senza un divino lu-me non può che ondeggiare fra ti-mori e speranze sino a non cono-scere o imaginare i motivi più po-derosi del suo operare : quindi de-duce la esistenza della religione ri-velata, la segue nello stabilimentoe ne’ progressi del Cristianesimo:e fassi maestro a’sedicenti filosofi,ai quali dimostra vero savio esserecolui, che presta ossequio alla Di-vinità, rispetto al Cattolicismo ,sommessione alle verità della fe-de. Come si addice a vero filosofo,ai gravi studi seppe unire i piace-

(1) Fu stampato a Napoli nel 1825.

voli, ciò mostrò nelle rime, chevenne publicando. Della religionenei detti e nelle opere osservantis-simo, gioiva di vedere la virtù incima, e mal -offriva vedere il viziotalora prendere il posto di quella:non disprezzò gli onori ; ma li eb-be come stimolo a più meritare.Fu decorato delle insegne prelati-zie, e dell’ordine delle due Sicilie:fu della società de’Georgofili diFirenze, ed italiana di scienze let-tere ed arti di Li vorna ; per tace-re della più parte di quelle del re-gno, che lo vollero del loro nume-ro . Non fidandosi di sè ne’suoiscritti, ne cercava il giudizio daipiù sev.eri : ebbe cari gli amici edi congiunti; fra i quali ai nepotifu più che padre: poco pieghevolead ilarità, fàcile a querelarsi deivizii degli uomini, e acceso nelledispute tanto più, quanto più ama-va la virtù ed il vero : de’ poverilargo soccorritore . lntrattenevasiin casa di un dotto amico , comesoleva , in lieta ed onesta conver-sazione, quando fu colto d’apoples-sia la sera del gennaro i 852 ;onde all’ improvviso rnancò. Di chefurono le lagrime assai : con fune-bri officii d’ ogni maniera fu ono-rato: i congiunti altresì ebbero cu-ra, che un Elogio epigrafico fòssedettato, da scolpire nelle pareti diun sacro edilìzio proprio della fa-miglia. Anche la società economi-ca di Campobasso , e l’accademiadelle scienze di Napoli, e quel chia-ro spirito dell’ abate Serafino Gat-ti, confortarono di lodi la sua me-moria (1 ).

D. VrccoUNi.

(1) Elogio Ietto nella società econo-mica di Campobasso il 3 maggio i83adall’avv. Giuseppe de Rubertis soc. cor.(Napoli, i833, in 8).

Elogio dedicato dal suo successorenell’ accademia delle scienze di Napolie letto nella seconda tornata del no-vembre 1882. (Idem).

Elogi dell’ ab. Serafino Galli. Voi. n,pag. 271. (Idem).