Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
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BISGARDI (Lugantonio), fi-lologo. Nato in Tuoro presso Ca-serta a’22 marzo ì^So di Nicola eMaddalena Veccia, ebbe dal padrei primi avviamenti a virtù, e dallo«io paterno, canonico Francesco, iprincipii ancora della lingua lati-na: nel seminario poi di Casertavenne innanzi nelle latine e gre-che lettere, e nelle filosofiche eteologiche discipline, e nel giuscanonico: rendutosi uomo di chie-sa il 2 aprile 1774? f u posto a inse-gnare il greco e latino idioma nelseminario di Caserta vecchia, indieloquenza in quello di Falcianopresso Caserta nuova:secondo l’usoche era di dare frequenti accade-mie, rivedeva non solo i componi-menti, ma dettava orazioni e ver-si latini di molto pregio, a giudi-*io del march, di Villarosa, chevide gli autografi (1). Dal vescovoPignatelli fu fatto a’26 marzo 1788canonico della cattedrale di Caser-ta, e cancelliere vescovile. Venneil tempo infelice, in cui il ponteficefu tolto alla sua sede, e l’arcivesco-vo di Napoli co’ vescovi di Casertae di Lettere ebbero ordine di sup-plire per le cose ecclesiastiche allaDateria di Roma : e il Biscardi fuscelto per estensore delle bolle edecreti , come quello che per lati-no dettato era eccellente. E fu diprudenza e modestia grande , co-me si vide da una lettera al Tira-boschi di aurea latinità, impressaa Modena nel 1788 a difesa diFrancesco Daniele, che nella epi-grafe ad Onofrio Panvinio in Pa-lermo aveva segnata la morte ai 7aprile, quando altro giorno è in-dicato nel cenotafio, che è a Ro-ma in s. Agostino . Con pari ele-ganza scrisse h» vita di Nicolò An-gelio traduttore di Plauto f Napo-li 1789), e del sacerdote Sante deLeonardis (Aquila i8a5)j benché

(1) ( Leti. biografica a movs. C. E.Muzzaretti ec. Napoli, in 8, 182;)).

qui l'editore alterò il testo del Bi-scardi. Manoscritte lasciò più cose:fra le quali: 1 .Annotazioni sur unaiscrizione trovata nella così dettatorre Palombara. 2. Dissertazionisur alcuni paesi presso Caserta .5. De inscriptionibus libellus. 4 -Introduzione all’ arte critica la-pidaria. 5. Orazioni latine. 6. Piùversi latini di vario metro. 7. Nonpoche iscrizioni. Aveva in animodi emendare e publicare insiemequeste cose; ma fu dalle cure im-pedito, poiché, oltre le cose dellacuria vescovile, fu prefetto deglistudi dei due seminarii sino dal1797, e rettore di quello di Caser-ta vecchia dal 1806 , a cui si ag-giunse pel vescovo Gualtieri la cu-ra dell’ altro seminario di Falcia-no: operatore indefesso nella vi-gna evangelica, fu pronto a udirele confessioni de’ fedeli nella dio-cesi, e singolarmente nelle chieseregie della città, a cui fu deputa-to del 1796 •• recitò panegirici, trai quali uno di s. Giuseppe a Na-poli con molto applauso: ed in piùchiese di Caserta e a Napoli stessaai giovani della r. accademia die-de esercizii spirituali. Alfijtto dalmale di stranguria lasciò la dire-zione del seminario di Falciano, ein luogo di premio fu fatto cano-nico decano della cattedrale cheivi è la prima dignità: in fine trai conforti di religione mancò il 20maggio 1828 compianto dui buoni.Fu di giusta statura, di corpo benformato e robusto, di aspetto gio-viale, al riso inchinevole: umile emodesto fuggiva gli onori e gli agi,non parlava di sé, e gli altri o lo-dava o scusava: della religione os-servantissimo giovò a quanti potè,ninno offese : buon suddito, buoncittadino, buon letterato. Fu ascrit-to nel 1790 alla r. accademia discienze e lettere ne’ socii di quar-ta classe, e in Arcadia col nome diCrisarco Argeo, e nell’ accademiacrcolanese nal numero de’ socii