evaporare in nn luogo più die iomi altro le acque del mare: e par-tiva da questo esperimento, cheappressato un ferro rovente ad unvaso di rame pieno d’acqua, e conun galleggiante esplorato il motodel liquido, si vede dalla parte delferro evaporarsi l’acqua, e quindiaffluirne d’altronde: dal che peranalogia e perle leggi idrostaticheargomentando notava formarsi nelmare quasi un canale per effettodell’evaporazione prodotta dal so-le soprastante, e le acque affluireper riempirlo, e quindi rifluire concerte quasi oscillazioni. Oggi gior-no, comechè sia provato, che lealternative ed anomalie delle ma-ree dipendono principalmente dal-1 ’ attrazione del Sole e della Lunasulle acque marine, occorrono pe-rò infinite varietà puramente lo-cali : e l’ingegnosa idea del Papi-ri non manca di utilità e di conci-liabilità col comune sistema : cosìgiudicò quell’ acuto ingegno delsuo concittadino Stefano Longa-nesi, che fu professore di Fisicaprima nel patrio ginnasio, poi nel-la celebro Università di Bologna,alla quale ed alla scienza mancòper morte immatura nel 1811.Quanto al Papini,èda stimarsitanto più, se guardisi al tempo incui scrisse: e poiché accoppiava al-le più gravi le piacevoli discipline,non vogliamo tacere , che fu del-1 ’ accademia de’ Cillaridi, la qualeboriva in Bagnacavallo : e che nel-la libreria del Comune si conser-vano manoscritte alcune poesie dilui con quelle di Giuseppe suo pa-dre, che vivendo nel 1600 non sep-pe francarsi dal cattivo gusto delsecolo : non così Leonardo, chepieno di filosofia la mente e il pet-to seguì ancora nelle cose delle let-tere non le stranezze de’ novatori,capitanati dal Marini, ma la ra-gione, in mano alla quale sta inal-terato il codice del buon gusto. Vi-veva egli quando Giulio Goldoni,VOL. III.
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che era medico condotto in Ba-gnacavallo , venne a morte il ?,ry.gennaio 1 j 5 1 ( 1): e suo figlio Car-lo, di chiaro nome, venuto a tro-varlo, ebbe tanto cortese accoglien-za , che ne lasciò bella memorianella sua vita (torri. 1. cnp. xxi.).Il buon Leonardo, comechè inte-so agli stridii, non ricusò le carichedel comune, giovò col suo sennola cosa pubblica, e molto più i piistabilimenti; mostrando falsa quel-la volgare sentenza proclamata da-gl’ignoranti per dominare essi so-li, e non patire il confronto : cioèche gli nomini di studio non sonoatti a cose di governo. Quanto poia’ costumi ed alla religione , fuspecchio a’ migliori : e non è me-raviglia, giacché aveva indole dis-posta al bene, e sino da’ primi an-ni in patria ed in Ravenna nel col-legio de’nobili (dove diede pub-blici segni di svegliato ingegno)ebbe udite le lodi di Pietro Simo-ne Papini, che nel i 5 oo meritò es-ser prescelto da Alfonso estense,duca di Ferrara, commissario ge-nerale per la Romagna ; e quelledi Luca Papini, che fu abate diClasse enei 11 morì in odore disantità. Ma egli stimò senza la vir-tù ogni gloria ereditata ed ognialtra cosa del mondo esser vana:però si vestì di sapienza, e la me-moria di lui è ancora in benedi-zione e lo sarà, finché si onorinovirtù e dottrina. Suo figlio monsi-gnor Giuseppe Antonio Papini ,pel felice ingegno, trovò graziapresso illustri personaggi anche inRoma, dove occupò la carica di se-gretario di ambasciata in corte del-1 ’ eminentissimo Lercari, vacataper morte dell’ ab. Marcantonio dilui zio : e fu arciprete e vicario
(1) Giulio Goldoni padre di Carlo moriveramente a’ 29 gennaro i^ 3 i. L’ho ri-levato iodal libro necrologico della chie-sa di s. Girolamo in Bagnacavallo, dovefu sepolto.
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