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[Volume terzo e volume quatro.]
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perpetuo mitrato dell'insigne col-legiata di S. Michele in Bagnacaval-lo Del 1^63 (Vedi, Rime, Faenza,pel Benedetti, ing.). Di LeonardoPapini parlano ilGraziani nelle no-*tizie istoriche ( Venezia, pel Coleti,i r y m t i in 4-) e Cavalieri Giuseppein un poemetto intitolato il Dome-stico esempio, stampato in (ine diquelle notizie : ne parla ancora ilgiornale Arcadico di Roma (voi.i3 7 pag. ai5 e segg.).

D . Vaccoiini.

ROSSI ( IoNAzro de ) . Nacquein V iterho a’ tre febbraio i y4°-Entrato nella Compagnia di Ge-sù nella tenera età di anni tredi-ci, incominciò tosto a distinguersitra i suoi confratelli per la raritàdei talenti, e per la mirabile ra-pidità de’progressi, talché per te-stimonianza de’suoi stessi precet-tori a qualunque scienza o facoltàsi applicasse parea per quella sin-golarmente dalla natura disposto.Quindi e in Firenze e in Mace-rata, ove professò le belle lettere,c a Spoleto , ove insegnò la filoso-fia, e particolarmente le matema-tiche , procacciossi fama di pro-fondo filosofo e di eccellente scrit-tore. Seguita la soppressione dellaCompagnia di Gesù, e da Spoletorecatosi in Roma, rivolse l’animointeramente ai gravi e laboriosistudi della filologia, ed applicossicon molto ardore alla cognizionedelle lingue orientali, le quali ap-profondì sì fattamente che ne di-venne maestro. Allora fu che il DeRossi venne prescelto a pubblicoprofessore di lingua ebraica nella,Università Gregoriana ; il qualeufìcio unito all’ altro da lui spon-taneamente assunto di espositoredella sacra Scrittura , fu da essoesercitato per trent’ anni con talcopia di lumi e con tale apparatodi pellegrina erudizione, che val-se ad eccitare di sè alto stupore, ea lasciarne indelebil memoria in

tutti coloro che lo ascoltavano .Quello peraltro per cui salì prin-cipalmente il De Rossi a tanta sti-ma ed onore fu l’opera sua cele-bratissima delle CommenlazioniLaerziane , e l’altra non menoapplaudita delle Origini della lin-gua Egiziana , le quali al primoloro apparire destarono un vivoentusiasmo nell’animo di tutti iletterati , nè per volgere d’annicadranno punto da quella stimauniversale, che si sono meritamen-te procacciata. Se non che, non fusoltanto versato nelle astruse e in-tricate speculazioni della filologia,ma cultore eziandio felicissimo dipresso che ogni ramo della soda edamena letteratura. Quindi la sto-ria, la cronologia, la geografia , lanumismatica, la lapidaria, e segna-tamente 1’ antica filosofia, e quan-to di più prezioso si trae dalla pro-fonda cognizione de’classici si gre-ci che latini, furono a lui famiglia-ri . Le quali dottrine egli sapevaabbellire mirabilmente colla leg-giadria dello stile , essendo statouno de’più tersi ed eleganti scrit-tori della latina favella ; di che lesue opere fanno a tutti testimo-nianza . E così il cielo conservatogli avesse più a lungo le forze del-l’intelletto , e 1’ altrui malignitàinvolato non gli avesse i felici par-ti del suo ingegno (ì), come avrem-mo un giorno ammirato altre pro-ve luminose del suo non ordinariovalore in tutte cosi fatte materie ,delle quali per altro rimangonoancora preziosi frammenti, degnicertamente di comparire alla pub-blica luce. Pregi così distinti glivalsero in ognitempo I amicizia ela stima de’ più valenti letterati del

(i) Nell’anno 1817 slanrlo il eh. Au-iore per dare alla luce la versione la-tina de’ Profeti Minori da lui fatta dalcopto , e corredata di note ed illustra-zioni pregevolissime, gli fu all improv-viso tolto furtivamente il manoscrillo,nè se n’ è più avuta contezza.