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[Volume terzo e volume quatro.]
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scio se«o!o, ed ognun sa , che unEnnio Quirino Visconti, un Lan-zi, un Morcelli, un Marini , unAkerblad, un Heyne, un Runken,un Munster ed altri molti reca-ronsi ad onore il trattare seco lui,e richiederlo talora del suo pare-re. Alle doti dell’ ingegno ebbepari, se non superiori, quelle delcuore . Fu soda ed illuminata lasua pietà , i costumi integerrimi,amante della rettitudine, zelatoreesimio dell’ onestà, tenero e com-passionevole co’ bisognosi , e so-prattutto sensibile alle dolcezzedell’amicizia, in cui trovava le suepiù care delizie.

Morì in Roma nella Casa delCollegio Romano, non diviso daisuoi Gesuiti, alla quale felicità damolti anni ansiosamente aspirava.

Psolo Bskolu.

ZANNELLI (Ippolito) . Nellaetà, in cui i giovani, per mal av-visato consiglio, sogliono darsi al-1’ozio, e a osmi maniera di sollaz-zi, il Zannelli non ad altro pose lamente che agli studii, i quali soloprocacciano quel vero bene , checi rende superiori a tutte le tra-versie, ond’è aggravata la umanaspecie . Egli si mostrò principal-mente filosofo, letterato ed orato-re. Nacque in quell’ epoca , cheper una rea trascuraggine la poe-sia italiana non era più doviziosadi voci leggiadre e pure, di con-cetti nuovi e graziati, di suonipieni e varii, di accenti facili , dicadenze armoniose, d’imitazionievidenti, come nella bella aureaetà ; le quali cose se non formanotutta la poesia, imperocché peran-giugner questo v’ha d’uopo dìquel furore che t’infiamma, ticomprende, t’innalza sopra la bas-sezza delle cose circostanti, ti dànuove forze all’animo, e nuove vo-glie; ad essa però aggiungono talpregio, che la fa avere in maggiorrispetto Egli è perciò, che se vuol-

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si paragonare la sua poesia conquella de’ commemorati tempi, ode’presenti di, in che dopo tantodecadimento risorge più bella piùsplendida più filosofica , non v’ hadubbio, essa verrà trovata per mol-ti rapporti al disotto; pure relati-vamente al tempo , in che vivea1’ autore, a buon dritto poteva te-ner luogo primario. I? per questo,che il nostro poeta col mezzo delmarchese Giovanni Giuseppe Or-si, il quale lo amava teneramente,ed era amantissimo di tutti coloro,che si davano allo studio delle ar-ti belle, fu accolto a Modena conogni maniera di distinzioni dalserenissimo duca Rinaldo d’ Este,il quale, dopo eh’ ebbe lette lepoesie di lui, lo nominò poeta au-lico di corte.

Che corrispondesse alla sua ele-zione, e alla fama che di lui cor-reva, ne sono prova le opere d’in-gegno eh’egli con indefessa curacompose in quel suo impiego. Mol-te cose di lui rimasero inedite, maabbiamo stampate :

r. La vita di Carlo Cignoni,pit-tar bolognese.

2. Una eruditissima disserta-zione sopra la lettera K.

3 . Molte rime italiane , e ilCanto XII del Poema di Ber-toldo.

Morì in Modena il i 5 settembre1737 e fu tumulato nella chiesa dis. Agata.

G. M. Bozoli.

ROSSI ( Giuvixwt Gtrraavano

de). Nacque in Rjma il 12 marzo1^54 di Giovanni Francesco Blen-gìnì de Rossi, e di Maddalena Gel-pi, onestissimi genitori: frequentòcon amore le scuole del collegioGalassanzio per ciò, che si appar-tiene alle lettere ed ai principiidelle scienze: nell’archiginnasiopoi studiò filosofia e giurispruden-za . Disposto da natura alle cosedella bellezza, non si rimase intanto