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figura al naturale, ne rimasero tut-ti i soci si maravigliati per la per-fetta rassomiglianza, per la mae-stà dell’ atteggiamento, per la ve-rità dei colori, che incaricaronor abate Merulle ad estendere a lo-ro nome un articolo in lode dellapittrice, il quale fu poscia inseritonel Mercurio (febbraio 1722), edella fu proclamata consocia. II qua-dro così detto di recezione, speditoall’ Accademia, rappresentava unaMusa. Questo lavoro è un com-pendio (leggesi in quel giornale)delle parti tutte della pittura, sìpel disegno, che pel colorito e perla finezza dei tocchi: contiene legrazie tutte e gli ornamenti di cuiuna mezza figura è capace ; puòdirsi, in somma, che la Rosalbadà ad ogni soggetto il caratteredel suo proprio spirito, la vivaci-tà de'suoi pensieri e le grazie concui in ragionando si esprime.
Oltre alle dette opere, lavorò aParigi un altro Ritratto del Ile inminiatura con una Fittoria accan-to, che mostra indicare (così ilMercurio) al giovane Re lo in-camminamento alla gloria , daporsi sur una scatola da tabacco,la quale donò la Maestà sua aMadama la Duchessa di Vanta-dour.
I principi , le principesse , ledame di corte ed altri signori vol-lero di sua mano i propri ritratti,e videro con dispiacere la di leidipartenza.
Ma a queste regali onorificenzesi aggiunse il suffragio, ben piùdesiderato e prezioso, di quanti ar-tisti allora fiorivano nella dovizio-sa Parigi. I Coypel, padre e figlio,Vateau , Rigaud , Rane , Arati ,Vleughels, Flautati, Troy , Ger-main, Vivien , Argillière, Dre-vest, Edelink , Falconet , Oppe-nor, Le Moine; Io stesso gran can-celliere D’ Aguesseau, il reggentedi Francia Filippo duca d’Orleans,che si potea dire pittore , per 1' e-
sercizio, per la intelligenza e perla scelta e copiosa sua galleria,tutti,e nazionali e stranieri, faceano agara per onorarla.
Molti altri dipinti si potrebbe-ro qui annoverare, ove gli accen-nati non bastassero già a gùustifi-care tanta celebrità. I principi del-la reai Casa Stuarda , FedericoCristiano figlio di Augusto III, ilprincipe Torella , i porporati Po-lignac , Passionei ed altri illustripersonaggi furono da lei valorosa-mente ritratti . Ai cardinali Pie-tro Ottoboni, Alessandro Albani ea rari principi e sovrani d’ Euro-pa mandò ella molte sue miniatu-re. Giuseppe Smith , già consolebritannico in Venezia , possedèuna mezza figura rappresentantel ’Inverno , reputata dagl’ intelli-genti un capolavoro. Il Ritrattoperò cui l’autrice stessa pregiavapiù degli altri , era quello dellaVeneziana Marina Capitanio. Au-gusto III, re di Polonia, non potèresistere al desiderio di farne f a-cquisto, siccome fece a qualsiasiprezzo d’ o,gui altra pregiata ope-ra di Rosalba ovunque si conser-vasse. Dopo lungo trattato , Io ot-tenne, e , fatto fabbricare a bellaposta un carretto per trasportarlo,il mandò a ricevere a Venezia, in-caricando il messo di donare allaposseditrice una borsa con entrocentocinquanta zecchini e in giun-ta un servizio da tavola di finissimaporcellana, E tanto era l’amore conche riguardava egli le fatture diquesta pittrice, che fece ogni ope-ra oude gli cedesse quaranta e piùritratti di principi che decorava-no le di lei stanze, compensando-nela generosamente.
Nel pj 25 colla minor sorella sicondusse alla Corte di Modena ,ove eseguì i ritratti di tutte quel-le principesse e di moltissimi ca-valieri e dame che vi aveano ac-cesso. La vide pure la Corte diVienna nel rpo, e vi fu accolta