Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
363
JPEG-Download
 

onorevolmente dall’imperator Car-lo VI e dall’ imperatrice consorteMaria Cristina, la quale ai distin-ti pregi dell’ animo accoppiavagrande perizia nella pittura; e fa-cea peculiare studio di condurre dapiccole a grandi dimensioni le o-pere della Rosalba . Ivi si tratten-ne essa parecchi mesi, e oltre i ri-tratti di Cesare e di tutta la im-periale famiglia , altri molti necondusse con ammirazione di que-gli artisti. Onorata e applaudita,ne ripartì eziandio vantaggiata nelcenso, recando seco I’ amore degliimperanti.

£>a queste occasioni in fuori, el-la tenne sempre a gradito soggior-no Venezia, comunque solesse di-re, non peraltro invidio la con-dizione degli uomini, che per lalibertà del viaggiare.

E così le si fosse offerto il destrodi viaggiare per le principali partidel mondo , e il cenno imperialel’avesse chiamata a cimentarsi a piùardue prove, come avrebbe miglio-rata l’arte sopra modo, e parlan-do direttamente coisovrantenden-ti degli edifizii, avrebbe perfezio-nato quei rocchietti di pastelli chedi Roma, di Fiandra, di Parigi lepervenivano (e questi ultimi ante-poneva agli altri), i quali tutti ellatrovava difettivi delle più neces-sarie tinte, ed era costretta a com-porle da sè, attalchè, comunque sirompessero e sfarinassero , col ta-lento che avea naturale, non gom-ma, non gesto, non iscagliola ado-perava a legarli, a differenza deipiù valenti artisti, da tutt’altro se-condo lei procedendone la buonariuscita, siccome scrisse al canoni-co Casotti. Nè fu meno valente neifondelli e disegni a penna o a ma-tita, attenendosi, come scrivevaall’abate Pollaroli di Roma, al mo-do profondo di Kdingsfert. Conquefla dolcezza di tratto e conquella perspicuità di mente ondeera stala a dovizia fornita dalla na-

tura, incamminò ella nel disegnoe nella pittura circa il 1^25 unagiovane principessa di Rocca-Co-lonna, accasata in Palermo; e, pertacere di altre, la Felicita Sartori ,la quale, tolta fanciulla a sua ser-va , addentrò molto innanzi nel-l’arte, e sposò poscia ad Hoffinann,uno dei primi ministri di Augu-sto III re di Polonia.

Ma i principi e gl’imperatorinon furono i soli che coll’autore-vole loro estimazione mostrasseroal mondo il sommo valore di Ro-salba Carriera. I corpi accademi-ci, composti pur sempre nella no-stra Italia dei più colti ingegni,reputarono onore l’averla a socia.L’accademia di san Luca in Romae la Clementina di Bologna la vol-lero tra i più distinti , e ne pub-blicarono solenni encomi. Autore-voli scrittori di oggetti d’arte lapareggiarono a Coreggio. Il conteAlgarotti in una sua lettera all’a-mico Mariette nel ragguagliarlodi un acquisto di quadri fatto aVenezia (due ritratti a pastello eduna Maddalena, quasi a mezza fi-gura, a pastello, della Rosalba ),parlando della Maddalena, cosi siesprime : Alcuno la direbbe dise-gnata da Guido, colorila da Van-dick ed animata dalla espressionedel Domenichino.

Ad amareggiare però la dolcez-za di tante lodi che da sì opposteparti le si tributavano, fu afflittad’ottalmia, e nel 1749 le si ab-bassarono le cateratte, operazionenon certo allora tanto sicura e fàcilecome al presente, perocché fu bre-ve il beneficio ottenutone, e da lìa non molto dovè assoggettarvisinuovamente due volte benché sen-za frutto. Ciò nondimeno , la col-ta società che frequentava , comead illustre convegno, la casa sua,non rallentò nè diminuì ; il che*fa prova della fallacia dell’ asser-zione dei Zanetti, che la Rosalbanegli ultimi anni avesse impazzito