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[Volume terzo e volume quatro.]
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(àà cui ebbi* eonsolazione di cinquemasshi e una femmina. Venuto inOlanda, ebbe commissione di unmonumento pel barone di Capel-len : e lo esegui in Roma, dondenon si mosse per innalzarlo, colpai nuovi rivolgimenti. Fortunato fuil Ceraccbi, che dal cardinale Ri-minaldi ebbe commissione di scol-pire in marmo il busto del Meta-etasio per collocarlo nel Panteon:imitò la semplicità degli antichi :» un leggiere panneggiamento gliv scende sul petto con gentili piej» ghe, i capelli sono corti, e mossi»> sul gusto antico : le forme del» volto hanno eleganza, e dicesi» che non si allontanino da quel-j* le dell’ originale, è Così leggia-mo nel Tom. Ili delle Memorieper le Belle Arti , Roma, 1787;dove si aggiunge, che l’artista eb-be la sorte di conoscere il Meta-stasio, e che a quel tempo aveacondotto a fine un cospicuo lavoro.Viaggiò àncora in Filadelfia -, si re-cò in Francia , e tornò a Roma :preso al fantasma di libertà, so-stenne una carica pubblica j manon potendo patire, che a maniindegne fossero fidate le cose delgoverno, partì per Parigi coll’ani-mo d’ influire alla sorte miglioredella patria. Ma che ? bollente spi-rito, s’ immischiò nella congiuraContro Napoleone, e nel gennaio1801 fu decapitato (1). Di lui ri-masero quattro figli maschi, edu-cati nel luogo pio di S. Michele di

(1) Negli Annali «T Italia di AntonioCoppi si legge ciò che segue. » Essen-» (lo in Parigi congiurò contro la vitati di Bònapàrte , allora primo console,« in unione del córso Arena e de’fran-» cesi Demerville, Topino, Lehrun , ej: di un capitano di linea : e con èssi« divisò di ucciderlo al teatro nella se-ra del io Ottobre 1800. La trama pe-ti tò fu scoperta dal capitano, e Cerac-chi fu decapitato nel gennaio i8otti insieme coi suoi complici, tolto essocapilano, 5,

Roma : la mógli* non sóptavvissoa lungo al dolore.

Du Vrccouà*

ALBERI (Francesco), haCquein Rimino a’ di 5 del mese di mar-zo dell’anno 1765, di Odoardó, èdi Lticia Ricci pesarese. Il genitoredel nostro Albóri fu sollecito dellasua educazione ; e siccome avvisònon potere alcuno riescire a benein qualsiasi arte, se prima non èfatto colto nella mente di buonied eletti studii, così lo fece instrui-re ne’rudimenti delle lettere: in-di, volendo secondare il genio delgiovinetto , che mostrava vaghez-za per la pittura, lo pose sotto Giu-seppe Soleri, che di que’ tempi erafigurista rinomato ; ì ciìi insegna-menti gli tornarono a gran profit-to. Sapea quel degno maestro im-portare ; che i giovani imparinoa ben por mente alla composizio-ne e alla invenzióne; che non bastagià dell’ esatto disegno, del colori-to vivo , dell’ ombrare ragionato ,della prospettiva , della espressio-ne , della grazia ; ma che ; oltre àqueste doti , è d’uopo Che il di-pintore non si scosti punto dallafilosofia e dalla storia ; quindi , la-sciato da parte lo studio dell’anti-ca e della moderna mitologìa, del-le allegorìe, delle favole , onde lafantasia ingombrasi e il cuore ri-mane vóto è freddo di affetti utilialla società, lo informava ad Unabuona istruzione non iscompagna-ta dalla filosofia e dalla storia. Giun-to alla età di venti anni , il giovi-ne pittore volle recarsi a Roma,per istudiare su’ monumenti del-l’antica italiana sapienza. Quiviebbe a maestro il valente artistaCorvi; che gli additava i capo-lavoridel Sanzio, del Buonarotti , delloZampieri ec. Passati ivi cinque an-ni, ritornò in patria : i primi suoilavori furono per le famiglie Spi-na , Battaglici, Ganganellij Ga-rampi i Piacquero sommarne»**