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[Volume terzo e volume quatro.]
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suoi prediletti studi vagheggiandosempre coll’animo, egli generosa-mente involava gran parte dellesue ore a Temi, pur potendo, co-me gli altri Sacerdoti di questapreziosa divinità, vendere gli sde-gni e le parole. Le patrie accade-mie, cioè la Fiorentina e quelladegli Apatisti, fecer plauso ai versie alle prose del causidico: che nonisdegnò pur di rallegrar le brigatesul line del carnovale con queibriosi ragionamenti che son detticicalate, genere di fiorentina elo-quenza usitato allora, e di presen-te, non credo con gran danno del-le lettere, quasi perduto.

Coltivava l’amicizia del Lanzie di Raimondo Cocchi ; e il loroesempio lo sostenne nel suo nobileproponimento: a Giovanni Lessi,eh’ebbe profondo sapere a ame-nissimo ingegno, ei divenne inti-mo famigliare, quantunque nonvi fosso coppia d’ uomini che nelconversare usasse più di contrad-dirsi. Nè mai per questo fu la loroamicizia interrotta, o scemata: se-gno evidente che non si adiraronomai, o si perdonarono sempre.

Bello e raro esempio in tantaviltà di tempi e di costumi, oveamico si chiama soltanto colui, cheloda e ripete le tue parole, e uel-1* inosservanza del vero ogni uom,per poco ch’egli abbia di potenzae di fortuna, si fa simile ai tiran-ni, e amistà vera non conosce, manei codardi ha degli adulatori, enei malvagi dei complici.

Alle rette dottrine di polìticaeconomia , cho il. sanese Bandini,non vinto dai prestigi del Golber-tismo, ebbe la gloria d’insegnareil primo, conciliavano allora inFrancia, e in tutta la colta Europae favore e grido , l’autorità d’ unillustre ministro (i) e l’ardita ra-gione dei filosofi Francesi.

Il Sarchiani non volle nella no-ti) Targo t.

tizia di queste nuove teoriche dipubblica amministrazione così lar-gamente per l’Italia diffuse, cede-re ad alcuno, e fu di esse giudica-to sì profondo conoscitor dal Ta-vanti, ministro in cui l’animo an-dò del pari all’ ingegno, chè que-sti gli affidava 1’ ufficio il più no-bile che possa mai da scrittore de-siderarsi : quello di combatterevecchi errori, e giovare alla patriacoll’ eloquenza.

Il magnanimo Leopoldo, primadi recare ad effetto i suoi ordina-menti intorno alla libertà del com-mercio , ne depositò il progettonella camera del Comune di Fi-renze: e potea ognuno leggerlo,e manifestare sopra di esso con li-bertà onesta il suo avviso, senzache fosse di mestieri il penetrare

. Colà dorè nel muto

Atre il destili dei -popoli si cova.

(Parini, Odi )

Tanto quel sapientissimo abliorrìdall’nsare la forza, e cercò di per-suadere prima di conUSUdiìfÉ.

Frutto delle meditazioni delSarchiani furono du<e operette chesi hanno a stampa con questi tito-li: Ragionamenti siti commercio ,arti e manifatture della Tosca-na — Memorie economiche poli-tiche. Raccomandava in questo frale altre cose l’abolizione dei fide-commissi : e gli scritti del fìlosoloapparvero quasi forieri dei benefi-ca sovrani. Così il Sarchiani nonristrinse il suo felice ingegno adargomenti di puro diletto, e quan-tunque come erudito egli uso fos-se a conversar cogli antichi, nonfu, come il più delle volte avvie-ne, superstizioso inimico a quelleverità che son nuove.

Finalmente la fortuna appagò isuoi voti: ottenne la cattedra dilettere greche , e iu progresso ditempo quella delle toscane, che fueretta dalla repubblica Fiorentina