l’affetto insiuo di coloro che si era-no fatti metodo assoluto di mo-strarsi sempre severi nel volto erozzi nei modi, e che, non pochi*vivevano a’ suoi giorni dov’ egliviveva.
Ormai il merito dell’ Olivi ave-va destato 1 ’ attenzione del Gover-no, e sembrava che gli fosse pre-parato il premio all’ adulta cele-brità del nome, con un posto tran-quillo, che unendo l’utile al deco-ro, poteva rattenerlo in quella cit-tà che egli a ragione amava comeseconda sua patria.
Morto il celebre Giovanni Ar-duino naturalista amato e venera-to dagl’italiani, e tenuto in moltopregio dagli stranieri, si rimanevavacuo l’incarico di consultore alMagistrato dei beni inculti, inca-rico a che si richiedeva Uomo assaiversato nell’ agricoltura , e nomenon indegno della intemerata fa-ina dell’antecessore: I Senatori chepresiedevano a quel Magistrato ,onde procedere con quella giusti-zia che in ogni materia è pur sem-pre necessaria, decretarono che undrappello di professori della Uni-versità di Padova esaminassero idocumenti che ciascun candidatocredeva opportuno di presentare asuo vantaggio, e gli accompagnas-sero all’ autorità col relativo lorvoto. L’ Olivi* consigliato da’ suoiamici, espose il suo nome e le sueopere* e la voce comune precede-va la elezione, quando il fatale suonemico ricompari nel luglio 17g5-Un efflusso di sangue polmonare ,ed una tosse fierissima per più gior-ni l’oppressero: poi un mese ebbetregua, indi sopraggiunse febbregagliarda ed assai travaglio nel re-spiro, indizio manifesto di mali-gna suppurazione: Nella tristez-za del male gli si recò la novellaehe i professori di unanime con-sentimento 1’ avevano nominato alposto che bramava: e foriero dellaelezione sovrana era questo giudi*
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zio. Molta gioia recò al malato talenotizia , ma tornavagli ornai tuttoinutile, perchè rincruditasi la feb-bre, le delizie e le acerbità, le gio-ie, i subbùgli, le lodi e le calunniedi questo mondo furono aer vanoper Giuseppe Olivi, che con la se-renità del giusto rese l’anima bea-ta alle braccia dell’ eterno Creato-re nel dì a 5 agosto del 1795. Dilui scrisse un Elogio MelchiorreCesarotti (impresso in Padova nel1796) con sommo trasporto di af-fetto; e nell’ indicare le opere del-lo stesso Olivi ci siamo serviti del-l’elenco che vi inserì il chiarissi-mo conte Nicolò da Rio.
Sue opere
1.
Chimica e Mineralogia
r. Sulla natura del gas dell' a-sfolto delle acque minerali di Sa-lerno.
Inserita negli opuscoli scientifi-ci di Milano.
2. Dissertazione sopra la colo-razione di due testacei porporife-ri, e di un alga tintoria , con al~cune riflessioni sopra le porpgredegli antichi.
Pubblicata negli opuscoli sceltidi Milano, nel Giornale d’Italiadel 1791, e finalmente inserita nel-la Zoologia Adriatica.
5 . Lettera sulla natura e forma-zione delle lave compatte.
Inserita nel Giornale Fisico riiPavia ; in quello Enciclopedico diVicenza, e nell’Antologia di Roma.
4 . Ricerche chimiche sulla co-lorazione delle croste d' alcuni a-nimali per la ossigenazione.
Inserita nel Giornale di Paviatom. IV, poi nella Zoologia Adria-tica.
2.
Agricoltura e Botanica.
1. Memoria Epistolare sullabotanica ed agricoltura de' lìdi